Incassare Bitcoin
11 Gennaio Gen 2018 1604 11 gennaio 2018

Bitcoin, Seul vieta la criptomoneta: crollo delle quotazioni

Dopo l'annuncio è arrivata a perdere il 14%. Una nuova stretta si prepara anche in Cina, con il governo pronto a chiudere l'industria del mining per l'eccessivo consumo di elettricità e per paura di un terremoto finanziario.

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Nuovo crollo in Borsa per il Bitcoin. La criptovaluta è arrivata a cedere oltre il 14% e perde ora 837 dollari a quota 13.656, dopo che la Corea del Sud ha annunciato una legge per proibire gli scambi di criptomonete sui mercati nazionali (leggi anche: Il Bitcoin e i suoi fratelli, manuale di autodifesa dalla cripto-valuta).

LA PROFEZIA DI BUFFETT. Pochi giorni fa Warren Buffett, leader del gruppo di investimenti americano Berkshire Hathaway e vero guru di Wall Street, aveva avvertito sulla fragilità di questi strumenti: «Faranno una brutta fine», preannunciando così un ridimensionamento delle quotazioni. Nelle scorse settimane, tuttavia, il Bitcoin era arrivato a sfiorare i 20 mila dollari a pezzo. Il massimo, 19.343 dollari, è stato registrato il 16 dicembre scorso.

IN ARRIVO LA NORTH AMERICAN BITCOIN CONFERENCE. Segnali negativi arrivano anche dagli Stati Uniti. Il 18 e 19 gennaio, a Miami, si terrà la North American Bitcoin Conference, un evento che raduna gli specialisti americani del settore: 3 mila partecipanti attesi e un biglietto da mille dollari per accedere, ma gli organizzatori hanno sospeso la possibilità di acquistarlo con criptomonete. Ufficialmente «a causa della congestione del network», di «operazioni manuali» che rallentano la procedura e delle eccessive commissioni imposte dalle piattaforme di scambio. Gli organizzatori hanno spiegato meglio la questione al sito News.Bitcoin.com: a loro giudizio le piattaforme che gestiscono la partecipazione agli eventi, come Eventbrite, non sono ancora strutturate per accettare criptovalute. È quindi ancora «complicato» organizzare la vendita senza perdere tempo e denaro in commissioni eccessive.

LA CINA DICHIARA GUERRA AL MINING. Una nuova stretta sul Bitcoin si prepara però anche in Cina. Pechino, infatti, ha impartito indicazioni per chiudere l'industria del mining, sulla scia dei timori per i consumi eccessivi di elettricità e per la stabilità finanziaria. Alle autorità locali del Paese è stato chiesto di intervenire, una mossa che segue la chiusura degli scambi di Bitcoin in Cina e il divieto di Ico, le Initial coin offering per finanziare nuove attività. I miner creano i Bitcoin risolvendo complicati calcoli necessari per validare le transazioni su nuovi Bitcoin.

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