Lettera Gentiloni a Bankitalia con nome
19 Gennaio Gen 2018 1604 19 gennaio 2018

Le previsioni di Bankitalia: Pil +1,4% nel 2018

Palazzo Koch ha individuato anche un aumento dell'1,5% per il 2017, in particolare per il traino della «domanda interna». Secondo le stime rallenterà tra il 2019 e 2020 all'1,2%.

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La Banca d'Italia ha previsto un traino della «domanda interna» alla base della crescita del Pil nei prossimi tre anni. Nel bollettino economico si stima una crescita del prodotto dell'1,5% nel 2017 e dell'1,4% nell'anno in corso per poi rallentare all' 1,2% nel 2019-2020, numeri superiori a quelli del luglio scorso ma poco sotto le previsioni di dicembre. Nel quarto trimestre dello scorso anno il Pil «sarebbe cresciuto attorno allo 0,4%. Si conferma la tendenza favorevole, ma ancora inferiore alla media europea, degli ultimi trimestri».

I BENEFICI DELLE POLITICHE ESPANSIVE. La Banca d'Italia ha valutato che «nel complesso questo andamento del prodotto continui a beneficiare del supporto delle politiche economiche espansive, anche se in misura relativamente inferiore rispetto al passato». Ciò riflette, da un lato, la graduale rimozione dello stimolo monetario attesa dai mercati, dall'altro un crescente sostegno autonomo alla domanda interna proveniente dal miglioramento delle prospettive del reddito disponibile delle famiglie e dalla riduzione della capacità inutilizzata delle imprese.

LA POLITICA MONETARIA INCIDE PER LO 0,5%. Leggendo il bollettino si rileva come nei calcoli degli analisti di Via Nazionale, «le misure di politica monetaria sosterrebbero la crescita per poco meno di mezzo punto percentuale all'anno nel biennio 2018-2019; l'andamento della finanza pubblica contribuirebbe all'espansione del prodotto per circa due decimi sia quest'anno sia il prossimo».

AUMENTO MODERATO DEI SALARI. L'occupazione in Italia ha continuato ad aumentare sia nel terzo trimestre sia, secondo le indicazioni congiunturali più recenti, negli ultimi mesi dello scorso anno. Nel bollettino si legge anche che sono cresciute anche le ore lavorate per occupato. Queste si mantengono tuttavia ancora al di sotto dei livelli pre-crisi. Secondo la Rilevazione sulle forze di lavoro nei mesi estivi il tasso di disoccupazione si è mantenuto stabile, all'11,2%. La crescita dell'occupazione si è infatti accompagnata a un'espansione della partecipazione al mercato del lavoro, guidata dalla riduzione del numero di scoraggiati. Per quanto riguarda la dinamica salariale, rileva il bollettino, resta moderata anche se, sulla base dei contratti di lavoro rinnovati nella seconda metà dello scorso anno, mostra alcuni segnali di ripresa.

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