Donnet
23 Gennaio Gen 2018 1217 23 gennaio 2018

Generali, gli intrecci milanesi di Donnet

Il manager francese si è assicurato una fastosa suite al Mandarin Oriental. Ed è ormai in pianta stabile nel capoluogo meneghino. Dove coltiva amicizie di lunga data e (forse) non solo.

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Nella city milanese l’arrivo in pianta stabile ha sollevato qualche interrogativo. Philippe Donnet ha scelto Milano come seconda dimora. A prima vista la decisione può sembrare banale, ma non lo è per chi conosce il ceo delle Assicurazioni Generali. Cerchiamo di spiegare il perché. Donnet, come tutti i francesi, è attratto dall’Italia. E, come quasi tutti i francesi, non ama gli italiani. È però un uomo intelligente capace di mascherare i sentimenti, mitigare il senso di superiorità e modellare le ambizioni. Queste doti fanno sì che difficilmente si scoraggi nelle difficoltà (leggi il tentativo di Intesa su Generali) aiutato anche da un forte carattere, forgiato da anni di pratica del gioco del rugby. Anche la sua carriera professionale rispecchia il suo modo di essere che non è cambiato da quando, alla metà degli Anni 80, si laureò prima all’Ecole Polytecnique poi all’Institut des Actuaires, con voti così brillanti da attrarre l’attenzione di Claude Bébéar, creatore di Axa. È iniziata qui una brillante carriera, prima in patria e poi, sempre sotto la bandiera del gruppo transalpino, in Canada, Italia e Giappone. Fino al 2007 quando, spinto dall’inarrestabile ascesa di Henri de Castries, ha dato le dimissioni per dirigere l’espansione in Asia del fondo di private equity Wendel.

DA TRIESTE A VENEZIA. Poi improvvisamente il ritorno in Europa. L’occasione per la rivincita è arrivata nell’ottobre 2013, quando ha risposto alla chiamata di Vincent Bollorè, azionista forte di Mediobanca, e di Mario Greco, diventando direttore generale della compagnia triestina. Ma l’incarico è risultato subito stretto a Donnet che nel giro di due anni ha preso il posto dello stesso Greco. Anche l’asburgica Trieste è apparsa inadeguata al manager transalpino che ha scelto come sua dimora l’affascinante Venezia. Abita infatti a palazzo Morosini, a due passi dal Campo Santa Marta Formosa, dove il mitico Antoine Bernheim aveva la sua residenza. Il richiamo, pur essendo lui di origini corse, della madre patria è però sempre forte. E, appena trova il tempo, Donnet si rifugia nel castelletto vicino a Orléans dove vive attorniato da un migliaio di ettari di campagna che è il suo vero amore come dimostra la cura che ha riservato al rilancio di Genagricola. Qui si dedica alla caccia e produce vino, anche se la sua vera passione sono i boschi di rovere che circondano la tenuta.

UNA FASTOSA E PRESIDENZIALE SUITE. Ultimamente però Donnet ha cominciato a frequentare assiduamente un’altra città: proprio Milano. Anzi, il cuore della città meneghina. Si è infatti assicurato una fastosa e presidenziale suite al Mandarin Oriental. Il prestigioso hotel è situato a pochi passi da La Scala e da piazzetta Cuccia, sede di Mediobanca. Difficile capire il motivo di questa decisione. Forse, Donnet è rimasto colpito da uno studio dell’istituto milanese, principale azionista delle Generali, che confronta la compagnia triestina con Axa. Un interessante report che premia l’assicurazione francese a scapito della società italiana. O, più banalmente, si tratta di questioni di amicizia. A Milano Donnet ha la possibilità di frequentare maggiormente due compagni di vecchia data, il numero uno di Vivendi-Telecom Bolloré e l’amministratore delegato di Unicredit Jean Pierre Mustier.

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