Finmeccanica: assolto ex presidente Orsi
GIUSTIZIA
23 Gennaio Gen 2018 1514 23 gennaio 2018

Finmeccanica, Orsi e Spagnolini prosciolti per il caso Algeria

Cade l'accusa di frode fiscale per la fornitura di elicotteri al governo. La difesa: «Naufraga anche l'ultima indagine della procura bustese».

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Giuseppe Orsi, ex amministratore delegato e presidente di Finmeccanica, e Bruno Spagnolini, ex numero uno di Agusta Westland sono stati prosciolti dall'accusa di frode fiscale riguardo alla vicenda della fornitura di elicotteri al governo dell'Algeria. Lo ha deciso il gup di Busto Arsizio Nicoletta Guerrero. «Dopo l'assoluzione in Appello a Milano nel processo per corruzione internazionale per la forniture al governo indiano» - commenta la difesa - «naufraga definitivamente anche l'ultima indagine promossa dalla procura bustese».

ACCUSATI DI AVER CREATO FONDI NERI. L'inchiesta sull'affaire algerino, condotta dalla Guardia di finanza di Varese e coordinata dal procuratore di Busto Arsizio Gianluigi Fontana e dal pm Francesca Parola e chiusa col deposito degli atti nell'aprile 2016, vedeva i due ex dirigenti delle società e il procuratore speciale Gianfranco Bottarini (anche lui prosciolto) accusati di aver creato tra il 2011 e il 2012 fondi neri attraverso fatture false per operazioni ritenute inesistenti per un importo complessivo di 24,5 milioni. Inizialmente era stata contestata anche la corruzione di pubblici ufficiali con l'obiettivo di favorire la multinazionale nell'aggiudicazione dell'appalto in Algeria attraverso provviste in nero.

PERQUISIZIONI IN ITALIA E ALL'ESTERO. Nell'ambito dell'inchiesta erano state eseguite 41 perquisizioni in Italia e all'estero, attraverso una rogatoria internazionale. Ma già l'anno scorso l' indagine relativa alla corruzione era stata archiviata. Ora al termine dell'udienza preliminare in cui Orsi e Spagnolini rispondevano di frode fiscale è arrivata la dichiarazione di non luogo a procedere. Il pool difensivo, composto dai professor Ennio Amodio e Novella Galantini e dagli avvocati Massimo Bassi e Anna Lago, oltre a sottolineare con una nota il 'naufragio' dell'indagine della procura, ha aggiunto: «Non resta nulla dell'originario impianto accusatorio che attribuiva ai manager di AgustaWestland un ruolo inappropriato nella gestione dei rapporti commerciali con i Paesi acquirenti dell'alta tecnologia messa a punto dagli ingegneri di Cascina Costa di Samarate. È invece confermato» - conclude la difesa - «che se AgustaWestland si è affermata nei mercati internazionali come azienda leader del prodotto elicotteristico è solo per la grande qualità della sua tecnologia. Forse gli investigatori potevano accorgersene anche senza una lente d'ingrandimento: bastava fare una analisi industriale e non inseguire false piste inaugurate da inattendibili informatori accreditati invece come bocche della verità».

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