Cairo
24 Gennaio Gen 2018 0926 24 gennaio 2018

Calcio, il pressing di Cairo sulla pubblicità di LegaChannel

Il piano B del presidente del Torino ed editore di Rcs in vista della nascita della nuova pay tivù della serie A. Forte dei rapporti con gli spagnoli di Mediapro. E dell'alleanza con De Laurentiis e Ferrero.

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Urbano Cairo vuole diventare il signore (televisivo) del calcio italiano. Per questo è stata cementificata una grande alleanza sull’asse Torino, Genova e Napoli per arrivare a una tivù della Lega calcio. Proprio Cairo, insieme con Massimo Ferrero e Aurelio De Laurentiis, avrebbe brindato al nuovo fallimento dell’asta per i diritti tivù della serie A per gli anni 2018-2021, dove soltanto Sky ha superato con la sua offerta la base minima. E soprattutto sono loro che, per motivi diversi, salutano lo sbarco in Italia dei catalani di Mediapro con un assegno da 900 milioni (la busta non sarebbe stata aperta), già titolari dei diritti della Liga.

LA CANDIDATURA DI TEBAS. Cairo sarebbe legato a doppio filo con gli spagnoli. Non a caso avrebbe sponsorizzato la candidatura come ad della Lega di Javier Tebas, attuale numero della Liga spagnola e manager molto vicino a Mediapro. Proprio la factory spagnola dovrebbe portare avanti le trattative private con le tivù italiane nel tentativo di recuperare tra i 900 milioni e gli 1,5 miliardi promessi da Infront ai presidenti italiani. Ma se Sky sarebbe pronta ad alzare la sua offerta, non è ancora chiara la strategia di Mediaset. Il Biscione, per otto partite, ha offerto meno della base d’asta e in questa fase sembra più interessato al calcio in chiaro, come dimostrerebbero l’interesse alla trasmissioni delle partite di Coppa Italia dopo aver “scippato” i match del mondiale alla Rai.

Urbano Cairo.

In quest’ottica ci sarebbero tutte le condizioni per far saltare il tavolo e andare verso quel piano B al quale nessuno credeva: il canale della Lega, sul modello Nba, che Infront sta costituendo con Deloitte e Discovery come partner editoriali. A chiudere il cerchio un partner finanziario: Luigi De Siervo, ad di Infront, che avrebbe sondato molte banche d’affari. Ma il trio Cairo-Ferrero-DeLa spingerebbe perché sia la stessa Mediopro a svolgere il ruolo di finanziatore, così da garantire a tutti i presidenti i soldi promessi dallo stesso De Siervo.

LE MIRE DI URBANO. Cairo, dice chi lo conosce, non farebbe mistero di puntare alla raccolta pubblicitaria del futuro canale della Lega, che sfruttando un’interpretazione molto estensiva della Legge Melandri può chiedere di essere trasmesso sulle piattaforme esistenti sul satellitare e sul digitale terrestre, quindi Sky e Mediaset, estromesse dal business. Il presidente del Torino, che con Rcs controlla Gazzetta dello Sport e un pezzo importante dell’informazione iberica come il quotidiano El Mundo, potrebbe far valere in questa direzione i suoi ottimi rapporti con Mediapro.

LA GUERRA DI DELA CONTRO LOTTI. Anche Massimo Ferrero e De Laurentiis, da tycoon dello spettacolo, sono convinti che un canale della Lega valorizzerebbe meglio il brand serie A rispetto a quanto fanno le due pay italiane. Il numero uno del Napoli, poi, non avrebbe gradito la nuova ripartizione dei diritti tra le squadre di serie A annunciata dal governo. A breve usciranno i decreti attuativi firmati dal ministro dello Sport, Luca Lotti, e DeLa starebbe facendo pressioni con gli altri grandi club per evitare una ripartizione meno punitiva.

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