Messina
26 Gennaio Gen 2018 1902 26 gennaio 2018

Banche venete, gli azionisti azzerati potrebbero rivalersi su Intesa

Il Gup di Roma ha citato in giudizio l'istituto, guidato da Carlo Messina, come responsabile civile per i reati di ostacolo alla vigilanza e aggiotaggio di cui sono accusati gli ex manager di Veneto Banca. Ca' de Sass pronta a difendersi.

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Buone notizie per i soci azzerati di Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza. Gli azionisti che hanno perso tutti i loro "investimenti" in titoli dei due istituti, venduti a prezzi gonfiati a persone spesso ignare dei rischi che correvano, potranno rivalersi su Banca Intesa anziché sugli attivi di incerta consistenza delle banche in liquidazione.

LO SPIRAGLIO APERTO DAL GIUDICE. Lo spiraglio è stato aperto dal Gup di Roma Lorenzo Ferri, che, nel processo su Veneto Banca, ha disposto la citazione in giudizio di Intesa come responsabile civile per i reati di ostacolo alla vigilanza e aggiotaggio di cui sono accusati gli ex manager di Montebelluna.

INTESA DEVE FARSI CARICO DEI RISARCIMENTI. Il giudice ha ritenuto infatti che Intesa, acquirente per un euro delle attività "buone" delle banche venete, debba farsi carico dell'eventuale risarcimento dei danni subiti da azionisti e obbligazionisti che si sono costituiti parti civili. Il Gup solleva dubbi di legittimità costituzionale sul decreto legge 99/17 che ha posto in liquidazione le banche venete, in quanto precluderebbe ai soci azzerati ogni speranza di ristoro, mettendo Banca Intesa al riparo dalle richieste di risarcimento.

AVVOCATI SUL PIEDE DI GUERRA. L'ordinanza, ha spiegato l'avvocato Matteo Moschini, che rappresenta circa 600 soci di Veneto Banca e 400 di Popolare di Vicenza, «afferma che il contratto di cessione stipulato tra Intesa e la liquidazione di Veneto Banca ha efficacia solo tra le parti e non vale a escludere la responsabilità» di Ca' de Sass «nei confronti dei terzi danneggiati azionisti di Veneto Banca». E quindi, ha aggiunto Moschini, «nel corso del processo faremo richiesta di citazione di Intesa, producendo l'ordinanza».

ESULTANO I CONSUMATORI. Esulta il Movimento Consumatori: «Se il Gup confermerà l'importante decisione odierna, si aprirà per tutti gli azionisti e obbligazionisti subordinati di Veneto Banca un ulteriore spiraglio per poter recuperare i risparmi investiti». Soddisfatto anche il Codacons, che parla di «decisione clamorosa» che apre la strada a richieste analoghe nei confronti delle good bank, abbattendo «quel muro di ipocrisia che vedeva indenni le banche che acquisivano gli istituti in crisi».

INTESA PRONTA A DIFENDERSI. Intesa, che ha acquistato le banche venete sulla base di un contratto 'blindato' che la teneva al riparo dai rischi legali, dopo un iniziale silenzio ha definito il suo coinvolgimento «contrario alla legge, ma ancor prima a ogni logica». Per questo la banca «non mancherà di difendersi in ogni sede e di esercitare ogni suo diritto legale e contrattuale». Alla prossima udienza Intesa potrà costituirsi in giudizio, chiedendo di essere esclusa. Nel processo penale il responsabile civile è chiamato a risarcire i danni causati dalle condotte degli autori dei presunti reati: nel caso delle ex banche venete si tratta dei vecchi vertici, a processo con l'accusa di aver ostacolato Consob e Bankitalia nelle loro funzioni di vigilanza e di aver ingannato il mercato con informazioni false sulla situazione patrimoniale delle banche.

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