A Wall Street nuovo record del Dow Jones
5 Febbraio Feb 2018 2121 05 febbraio 2018

Wall Street crolla dopo il giuramento del nuovo capo della Fed

Il Dow Jones è arrivato a perdere il 6,12%, bruciando i guadagni da inizio anno. I mercati temono un rialzo dei tassi di interesse più rapido del previsto da parte della Federal Reserve e un rallentamento della crescita economica.

  • ...

Jerome Powell giura e assume la guida della Fed, divenendone il 16esimo presidente. Wall Street lo ha accolto con un crollo: a preoccupare gli investitori sono proprio le prossime mosse della Federal Reserve di Powell, che spaventano anche le piazze finanziarie. Il 5 febbraio il Dow Jones ha toccato il -6,12%, arrivando a perdere quasi 1.600 punti, in quello che è stato il calo intraday maggiore della storia del listino in termini di punti. L'indice ha poi recuperato qualcosa, chiudendo a -4,62%. Lo S&P 500 ha ceduto il 4,1%, il calo maggiore dall'agosto 2011.

PAURA PER TASSI E INFLAZIONE. A pesare sono stati i timori sulla possibilità che il ciclo fatto da bassa inflazione e bassi tassi di interesse sia vicino alla fine. L'inflazione resta a livelli bassi ma i recenti dati sul mercato del lavoro, che hanno mostrato un balzo dei salari ai massimi dal 2009, sono - secondo gli osservatori - un segnale iniziale di un surriscaldamento dell'economia. I rendimenti sui Treasury a dieci anni, che tendono a salire con l'inflazione, sono saliti la scorsa settimana ai massimi da gennaio 2014.

Powell ha assicurato che la Fed, con la propria politica monetaria, continuerà a sostenere il mercato del lavoro e la ripresa seguendo la stessa strada tracciata da Janet Yellen e fatta di rialzi graduali di tassi di interesse. Ma Powell si è trovato di fronte a una ripresa diversa rispetto a quella finora 'governata' da Yellen. L'ex presidente è stata in grado di aumentare gradualmente i tassi grazie a una bassa inflazione e a un recupero del mercato del lavoro. Un binomio questo che mostra però i primi segnali di difficoltà e sul quale ci sono molte incognite, fra le quali la riforma delle tasse da 1.500 miliardi di dollari varata dall'amministrazione Trump.

SI TEME UN "SURRISCALDAMENTO DELL'ECONOMIA". Il timore è che il taglio delle imposte possa 'surriscaldare' l'economia e quindi spingere la Fed a rialzi a catena dei tassi, con un effetto incerto sulla ripresa. A questo si aggiungono i segnali di inflazione che ha rialzato la testa. Dopo anni sottotono i prezzi sembrano indicare una lieve ripresa, come di recente segnalato dal mercato dei bond. Il primo messaggio del neo presidente, affidato a un video, è stato all'insegna della fiducia, senza alcun riferimento ai mercati: «La disoccupazione è bassa, l'economia cresce e l'inflazione è bassa. I mercati finanziari sono più forti di quanto non fossero prima della crisi». Non è bastato a tranquillizzare i mercati.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso