Borsa, Asia crolla in scia a Wall Street
6 Febbraio Feb 2018 0815 06 febbraio 2018

Borse, i listini tentano il rimbalzo dopo il crollo di Wall Street

Dopo il tonfo del 5 febbraio i mercati tentano il rimbalzo, ma le Borse asiatiche soffrono. E chiudono in calo tutte le piazze europee: Milano -2,08%, Londra -2,64%, Francoforte -2,32%, Parigi -2,35%.

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Dopo il tonfo del 5 febbraio le Borse europee tentano il rimbalzo, ma per il momento l'ondata continua a pesare sui listini di mezzo mondo. I primi a sentire il crollo sono stati i listini asiatici. In flessione anche Piazza Affari. E alòl'indomani del tracollo, Wall Street ha aperto ancora in forte calo. Il Dow Jones ha perso il 2,20% a 23.808,78 punti, il Nasdaq ha ceduto l'1,88% a 6.841,22 punti, mentre lo S&P 500 ha lasciato sul terreno il 2,09% a 2.593,67.

Il live

19.07- WALL STREET IN TERRITORIO POSITIVO. Dopo un'apertura negativa, Wall Street procede in territorio positivo. Il Dow Jones sale dello 0,31% a 24.425,68 punti, il Nasdaq avanza dello 0,46% a 7.003,22 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dello 0,38% a 2.655,59 punti.

17.55 - IN ROSSO ANCHE LE ALTRE PIAZZE EUROPEE. Londra chiude con un calo del 2,64%, con l'indice Ftse 100 a 7.141 punti. Francoforte lascia il 2,32% con il Dax a 12.392 punti. Parigi scivola del 2,35% a 5.161.

17.54 - PIAZZA AFFARI CHIUDE A -2,08%. Milano ha chiuso in netto calo. L'indice Ftse Mib cede nel finale il 2,08% e si porta a 22.347 punti.

15.35 - MILANO RESTA IN RIBASSO DELL'1,8%. La Borsa di Milano resta pesante e prosegue in ribasso dell'1,8%, con l'Ftse Mib a 22.410 punti, dopo l'avvio in netta flessione a Wall Street. In testa ai cali Saipem (-4,2%), Exor (-4%), Finecobank (-3,9%) e Cnh (-3,6%), con Fca in ribasso del 3,4%. Resta in luce Intesa Sanpaolo dopo conti e piano (+2%), Bper lascia l'1,3%.

12:45 - FIDUCIA DEI MANAGER IN CALO E FUTURES DI NUOVO IN ROSSO. Il tentativo di risalita delle principali borse europee è scivolato sugli indici Markit che misurano la fiducia dei manager del commercio al dettaglio, scesi in gennaio in Italia, Francia, Germania e, complessivamente nell'Ue. Un dato che annulla l'effetto positivo sugli indici europei della ripresa degli ordini di fabbrica di dicembre in Germania. A pesare anche l'inversione di rotta dei futures Usa, tornati in calo dopo il rialzo della prima parte della mattinata in vista della bilancia commerciale e dei posti vacanti americani. Giù Milano e Francoforte (-2%), insieme a Parigi (-2,11%), Londra (-2,12%) e Madrid (-2,31%). Sui listini prevale il segno meno ad eccezione del tecnologico Ams (+9,6% a Zurigo), pronto a lanciare un bond convertibile da 600 milioni di euro, che ha presentato conti migliori delle stime, e di Intesa (+1,57%) dopo i conti e il piano industriale. Sotto pressione Munich Re (-4,38%) e Commerzbank (-4,08%) a Francoforte, insieme a Cnh (-4,56%) ed Fca (-3,08%) in Piazza Affari.

11.43 - PIAZZA AFFARI ANCORA DEBOLE, PERDE L'1,8%. Piazza Affari si conferma debole, ma al di sopra dei minimi toccati in apertura, con l'indice Ftse Mib in calo dell'1,76% a 22.420 punti. In rosso l'intero listino dei titoli principali a parte Intesa Sanpaolo (+1,15%), che ha presentato conti e piano industriale al 2021. Sotto pressione Cnh (-4,24%), reduce da alcune sedute negative dopo il rally dello scorso primo febbraio su ipotesi di separazione tra le divisioni camion e trattori, Fca (-3,41%), alle prese con nuova cassa integrazione a Mirafiori e dopo il cambio della guardia al vertice di Alfa Romeo-Maserati ed Exor (-3,36%), a monte della catena di controllo. Segno meno anche per Leonardo (-3%), bocciata a 'neutral' da parte di Ubs e a 'reduce' da parte di AlphaValue, mentre Saipem (-2,75%) sconta insieme a Eni (-2,32%) il calo del greggio a 63,65 dollari al barile. Fanno meglio dell'indice di riferimento Tim (-1,44%) e Mediaset (-1,75%), mentre Atlantia, alle prese con l'Opa su Abertis (-0,74% a Madrid), lascia sul campo il 2,34%.

11.02 - FUTURES USA IN RIALZO. Futures Usa positivi dopo il grande gelo della vigilia caduto su Wall Street con l'insediamento di Jerome Powell al vertice della Fed. Il timore di un rialzo dei tassi in più ha spaventato ieri i mercati, complici anche alcuni algoritmi finanziari, la cui correzione al ribasso era però attesa dato che - come fa notare un responsabile di sala operativa - gli hedge fund, i fondi speculativi tra i quali lo stesso Bridgewater, hanno già anticipato «accorciando le loro posizioni», prendendo beneficio dei recenti rialzi di borsa. Ora, a listini in calo, scattano gli acquisti - viene fatto notare - da parte di chi ha venduto anzitempo. I contratti futures sul Dow Jones al marzo del 2018 segnano un rialzo dello 0,4%, mentre quelli sul Nasdaq salgono dell'1,11%. «Le borse scendono» - spiega un operatore - «per motivi finanziari e non economici, come dimostra il rialzo del dollaro a 1,24 sull'euro». Nel frattempo Milano cede l'1,4%, Parigi e Madrid l'1,5% e Francoforte l'1,87%. Bene Intesa Sanpaolo (+1,7%) dopo il piano, pesanti Commerzbank (-3,6%) e Deutsche bank (-3,3%) a Francoforte.

10.05 - RIDUCONO IL CALO LE BORSE EUROPEE. Riducono il calo le principali Borse europee con i futures Usa in rialzo all'indomani del crollo dei listini a seguito dell'insediamento del nuovo presidente della Fed Jerome Powell. Milano (-1,18% a 22.551 punti) e Parigi (-1,45%) risalgono dai minimi, così come Madrid e Francoforte (-1,7%). Sul fronte macroeconomico si segnala l'inatteso rialzo degli ordini di fabbrica in Germania a dicembre (+3,8% contro il +0,7% previsto), mentre si attende la fiducia dei manager in Francia, Germania e nell'Ue. Dagli Usa sono invece in arrivo la bilancia commerciale di dicembre, prevista in calo a 52,1 miliardi di dollari e i posti di lavoro vacanti. Sui listini europei salgono il tecnologico Ams (+6,08%), pronto a lanciare un bond convertibile da 600 milioni di euro e l'estrattivo minerario Randgold (+0,64%), spinto dalle quotazioni dell'oro e degli altri metalli preziosi. In Piazza Affari corre Intesa (+1,78%) dopo il piano industriale, unica blue chip in rialzo.

9:11 - EUROPA IN ROSSO: PEGGIORE AVVIO DA GIUGNO 2016. Avvio pesante per le Borse europee con l'indice paneuropeo Dj Stoxx 600 che cede il 2,8%, il peggior inizio di seduta dal giugno del 2016, segnala Bloomberg. Francoforte ha aperto in calo del 3,58%, Parigi del 3,43% e Londra del 3%.

9:00 - MILANO IN FORTE RIBASSO: -3,6%. La Borsa di Milano ha aperto in profondo rosso con l'indice Ftse Mib che ha ceduto in apertura il 3,6% a 22.017 punti.

8:33 - VERSO UN CROLLO DEI FUTURE IN EUROPA. L'ondata di vendite sulle borse mondiali, si appresta ora ad estendersi anche all'Europa dopo essersi abbattuta sui mercati asiatici. I future sui listini del Vecchio Continente segnano infatti pesanti ribassi: Londra cede il 2,8%, Parigi il 3%, Francoforte il 3,3%.

8:19 - MALE TUTTI I LISTINI DELL'AREA. L'indice Composite di Shanghai ha ceduto il 3,35%, a 3.370,65 punti, mentre quello di Shenzhen il 4,44%, bruciando 80,21 punti fino a chiudere ai minimi intraday di 1.726,09. Hong Kong ha perso il 4,1% e Seul l'1,27%. Sydney ha chiuso in ribasso del 3,3%. Sui mercati, da tempo ai massimi, domina il timore per una ripresa dell'inflazione e un'accelerazione dei tassi Usa, con conseguente deprezzamento anche di tutto il comparto obbligazionario.

8:00 - TOKYO A PICCO CON -4,73%. Sul finale di seduta Tokyo ceduto il 4,73%. Il Nikkei, in calo del 10% dallo scorso 23 gennaio, è entrato in una fase di correzione tecnica e si è assestato a quota 21.610,324, cedendo 1.071 punti. Sul fronte dei cambi lo yen prosegue la manovra di rivalutazione sul dollaro a quota 108,80, e a 134,0 sulla moneta unica.

7:00 - I CONSIGLIERI DICONO A TRUMP DI NON CITARE LA BORSA. I consiglieri di Donald Trump sono in pressing sul presidente affinchè prenda le distanze da Wall Street. Dopo il tonfo dell'ultima seduta, la peggiore da più di sei anni per il Dow Jones e lo S&P 500, i consiglieri del presidente sono corsi ai ripari e suggeriscono a Trump di non citare più, o almeno di citare meno, il rally di Wall Street. Lo riportano i media americani. Trump ha fatto della corsa dei listini americani dalla sua elezione un cavallo di battaglia per mostrare l'efficacia delle sue ricette economiche

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