Più vicino rinnovo contratto scuola
9 Febbraio Feb 2018 0834 09 febbraio 2018

Scuola, via libera al nuovo contratto: cosa cambia

Aumenti salariali da un minimo di 80,40 a un massimo di 110,70 euro. Salvaguardato il bonus fiscale di 80 euro. L'accordo tra sindacati e governo interessa 1 milione e duecentomila tra docenti, personale Ata, ricercatori e amministrativi.

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È stato firmato all'Aran il primo contratto nazionale di lavoro del nuovo comparto Istruzione e Ricerca, che interessa 1 milione e duecentomila persone: oltre un milione nella sola scuola, 53 mila negli atenei (esclusi i prof), 24 mila negli enti di ricerca e 9.500 nell'Afam (Alta formazione artistica e musicale). A tutti i lavoratori sarà riconosciuto l'aumento di stipendio previsto dall'intesa del novembre 2016 tra Governo e sindacati a cui si aggiunge un ulteriore riconoscimento economico per valorizzare la professionalità che consente di giungere a un incremento di stipendio complessivo medio di 96 euro al mese per i docenti delle scuole (gli aumenti vanno da 80,40 euro a 110) e di 105 euro al mese per i docenti dell'Afam. Per gli Ata (bidelli, tecnici, amministrativi) delle scuole l'incremento medio è di 84,5 euro (si va da un minimo di 80 a 89 euro), per l'università di 82 euro, per ricercatori e tecnologi di 125 euro, per l'area amministrativa della ricerca di 92 euro, per l'Asi di 118 euro. Salvaguardato, per le fasce retributive più basse, il bonus di 80 euro.

MADIA: «ERA DOVEROSO». «Firmato il nuovo #contratto della conoscenza, dalla scuola, alla ricerca, all'università, agli istituti artistici e musicali. Era giusto e doveroso», ha scritto il ministro della Pubblica Amministrazione, Marianna Madia, in un tweet seguito dagli hastag #valeriafedeli, #riforma Pa e un #Paese che cambia. Il rinnovo del contratto arriva dopo quasi dieci anni di blocco.

Secondo i sindacati Cgil Cisl e Ui la firma «segna una svolta significativa sul terreno delle relazioni sindacali, riportando alla contrattazione materie importanti come la formazione e le risorse destinate alla valorizzazione professionale. Rafforzati tutti i livelli di contrattazione, a partire dai luoghi di lavoro, valorizzando in tal modo il ruolo delle Rsu nell'imminenza del loro rinnovo». La vigenza triennale del contratto 2016-18 si concluderà con l'anno in corso.

RINVIATA LA DEFINIZIONE DEL CODICE DISCIPLINARE. Per quanto riguarda il personale docente della scuola, i sindacati precisano che «si è ottenuto di rinviare a una specifica sequenza contrattuale la definizione del codice disciplinare con l'obiettivo di una piena garanzia di tutela della libertà di insegnamento. Riportando alla contrattazione le risorse finalizzate alla valorizzazione professionale, ripristinando la titolarità di scuola, assumendo in modo esplicito un'identità di scuola come comunità educante si rafforza un modello che ne valorizza fortemente la dimensione partecipativa e la collegialità».

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