Turchia gas cipro pipeline
12 Febbraio Feb 2018 1737 12 febbraio 2018

Turchia, il grande risiko del gas cipriota dell'Eni

Dall'Egitto a Cipro, la partita per i grandi pozzi di gas offshore è la stessa dalla scoperta di Zohr nel 2015. In cantiere una pipeline dall'Italia a Israele. Ma anche Erdogan vuole la sua parte.

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Il casus belli tra l'Italia, la Turchia e Cipro ha il nome della dea nascosta per eccellenza. Ma Calipso, il pozzo di gas naturale offshore esplorato da Eni nel quadrante orientale conteso del Mare nostrum, si pensa essere anche, per caratteristiche morfologiche compatibili, nientemeno che la parte settentrionale del grande giacimento egiziano di Zohr – il più grande del Mediterraneo – scoperto dal Cane a sei zampe si dice con un algoritmo pochi mesi prima dell'uccisione al Cairo di Giulio Regeni. E da allora principale freno dell'Italia troncare le relazioni diplomatiche con l'Egitto per fare piena luce sulle responsabilità dell'apparato militare del regime sulla morte nel gennaio 2016 del giovane ricercatore italiano.

DALL'EGITTO A CIPRO. Sotto le acque di Zohr, si stimano custoditi circa 850 miliardi di metri cubi di gas metano con i quali l'Egitto può raddoppiare le sue riserve. Un giacimento gigantesco, per Eni che in concessione ne detiene il 60% (il 30% la russa Rosneft e il 10% l'inglese Bp) la «più grande scoperta di gas mai fatta nel Mediterraneo». Lì, 80 chilometri a Sud in linea retta da Calipso, nel campo offshore egiziano che è il doppio del vicino Leviathan nelle acque di Israele (a sua volta uno dei più grandi giacimenti di gas offshore scoperti nell'ultimo decennio) il Cane a sei zampe ha iniziato le trivellazioni a tempo di record, alla fine del 2017. Mentre attorno a Calipso proseguivano le esplorazioni.

I blocchi d'esplorazione del gas e i concessionari.

Dai saggi nei blocchi in questione il gas (tra i 170 e i 230 altri miliardi di metri cubi) sarebbe ancora più buono che a Zohr: «Di ottima qualità, lean gas» ha commentato il governo cipriota. Cioè «fine», con pochissimi idrocarburi liquidi e di più che ad Afrodite, l'altra riserva cipriota di metano (circa 128 miliardi di metri cubi) scoperta nel 2011. Per il tesoro di Calipso i rivali di Eni, concessionaria del 50%, non sono gli inglesi come in Egitto ma i francesi di Total con in mano l'altro 50%. L'annuncio di Eni e Total della scoperta di un «nuovo promettente campo di gas naturale» nel blocco 6 – uno dei più contesi dalla Turchia perché il fondale è in parte la sua piattaforma continentale – è dell'8 febbraio scorso ma Ankara è in fibrillazione da tempo.

ERDOGAN CONTRO ENI. Prima di bloccare con navi della Marina la Saipem 12000 di Eni a Cipro per le perforazioni, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan aveva bollato le esplorazioni di gas in quella zona una «minaccia per Cipro Nord e per noi» e, in visita a Roma all'inizio del mese, ha espresso le «preoccupazioni per i passi sbagliati di Eni» al capo di Stato Sergio Mattarella e al premier Paolo Gentiloni. Il ministro degli Esteri turco Mevlüt Çavuşoğlu ha annunciato che anche Ankara intendere esplorare il Mediterraneo orientale, reclamando la «violazione della piattaforma continentale turca». Già nel luglio 2017 Erdogan e il suo governo avevano accusato i greco-ciprioti di «azioni unilaterali», perché gli «idrocarburi attorno a Cipro appartengono a entrambi».

La Turchia rivendica sue acque a Sud Ovest di Cipro ma è tra i pochi Paesi non firmatari della Convenzione Onu sul diritto del mare

Le aree rivendicate unilateralmente dalla Turchia.

Come la Russia con la Nato, la Turchia minaccia le piattaforme Eni con esercitazioni militari. In violazione della legalità internazionale: il giacimento di Calipso ricade nella Zona economica esclusiva (Zee) della Repubblica greco-cipriota parte dell'Ue e riconosciuta dall'Onu. Al contrario la Repubblica turco-cipriota è stata proclamata unilateralmente dopo l'invasione turca di Cipro nel 1974, in risposta a un colpo di Stato sull'isola, per il 20% della popolazione storicamente abitata da turchi, dei militari al potere in Grecia. L'area di Cipro Nord presidiata dai turchi con 30 mila truppe non è riconosciuta dall'Onu. Sempre unilateralmente e arbitrariamente Ankara ha proclamato il mare a Ovest del 32° meridiano sua piattaforma continentale.

IL MEMORANDUM EASTMED. La Turchia è anche tra i pochi Paesi non firmatari della Convenzione Onu sul diritto del mare (Unclos). Ma di tutta evidenza Erdogan vuole essere un attore non secondario della partita per la spartizione del gas nel Mediterraneo Sud-orientale, inclusiva del memorandum d'intesa del novembre 2017 tra Italia, Grecia, Cipro e Israele per la costruzione del gasdotto EastMed finanziato anche da fondi Ue. Con l'Egitto, dove Eni è azionista anche di un impianto di liquefazione per il gas, Cipro ha invece sottoscritto un accordo sull'utilizzo delle riserve naturali – «non valido» per la Turchia – nel 2013, l'anno delle sei licenze concesse da Cipro a Eni. I negoziati su Cipro tra Grecia e Turchia, mai decollati, si sono arenati proprio con la scoperta dei giacimenti.

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