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12 Febbraio Feb 2018 1542 12 febbraio 2018

Il turismo vale 100 miliardi: tre volte l'agro-alimentare

Nel 2016 i consumi turistici sono stati di 93 miliardi per un valore generato di 103. Oltre quattro volte la ricchezza generata da tessile e abbigliamento. I dati del XXI Rapporto sul turismo italiano.

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Ben 103,6 miliardi di euro, cioè tre volte di più rispetto al settore agrolimentare e quattro volte la ricchezza generata da tessile e abbigliamento. È l'impressionante valore aggiunto generato dal turismo in Italia, che grazie ai suoi 53 siti Unesco è il primo Paese al mondo per disponibilità di patrimonio artistico-culturale e risulta tra i primi tre che si consiglia di visitare nel 2018.

RAPPORTO PRESENTATO A MILANO. I dati arrivano dal 21esimo rapporto sul turismo italiano curato dall'Iriss-Cnr, che sarà presentato il 13 febbraio alla Borsa internazionale del turismo di Milano. Nel 2016 i consumi turistici in Italia sono stati pari a 93,9 miliardi di euro, di cui 36,4 riconducibili alla domanda straniera (38,7% del totale) e 57,6 a quella interna (61,3%).

NEL 2016 CIRCA 403 MILIONI DI PRESENZE. Nel 2016 gli esercizi ricettivi hanno raggiunto la cifra record di 117 milioni di arrivi (3,5 milioni in più rispetto all'anno precedente, con un incremento del 3,1%) e hanno registrato circa 403 milioni di presenze (10 milioni di presenze in più, pari a +2,6%).

PREVISIONI POSITIVE PER IL 2018. Il trend positivo è confermato dai dati provvisori del primo semestre 2017, che ha registrato incrementi di arrivi e presenze rispettivamente pari al 5,5 e al 7% rispetto al medesimo periodo dell'anno precedente, variazioni che si sono attestate nei primi dieci mesi dello scorso anno al 3,5% per gli arrivi e al 5% per le presenze. Su una tendenza analoga si collocano le previsioni per il 2018, che indicano un ulteriore progresso degli arrivi del 4%.

TEDESCHI AL PRIMO POSTO. Le presenze straniere mostrano un trend positivo costante, con un tasso medio annuo nel quinquennio 2011-2016 pari a +2,5% (tra 2015 e 2016 +3,5%). In particolare i tedeschi, con circa 56 milioni di presenze, detengono la quota più rilevante (28,4%), seguiti da francesi (6,7%) e inglesi (6,5%). Da sottolineare che circa il 70% delle presenze straniere si concentra in sei regioni: Veneto (22%), Toscana (12%), Lombardia (11,2%), Provincia di Bolzano (10,8%), Lazio (9,8%) ed Emilia-Romagna (5%).

LE RAGIONI DELLA CRESCITA. La crescita del turismo domestico, dal picco delle presenze registrato nel biennio 2014-2015 (+4,5%), è passata tra il 2015 e il 2016 a un incremento molto più contenuto, pari a +1,6%. «Queste dinamiche rappresentano la risultante dell'effetto congiunto di fattori esogeni, legati alle crisi economiche, alle catastrofi naturali o agli attentati terroristici, e dei cambiamenti strutturali del settore», ha spiegato il direttore dell'Iriss-Cnr, Alfonso Morvillo, curatore del rapporto insieme a Emilio Becheri e Roberto Micera.

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