Tasse
15 Febbraio Feb 2018 1110 15 febbraio 2018

Un calendario fiscale per ridurre l'incertezza delle tasse

Per il senatore Quagliariello lo strumento renderá l'Italia più competitiva e attrattiva per i capitali esteri.

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Adam Smith sosteneva che «tasse e regole devono essere certe, preventivabili e non modificabili». In Italia siamo ancora lontani dal raggiungimento di questi obiettivi ma dire addio alla burocrazia lenta e all'incertezza fiscale non é un'utopia. Almeno secondo lo studio condotto dell’Economista Emanuele Canegrati che suggerisce l’adozione di un “calendario fiscale” innovativo. La ricerca, presentata durante la giornata di confronto organizzata a Roma dal senatore Gaetano Quagliariello con la Fondazione Magna Carta, ha il duplice merito di fare il punto sulla questione fiscale e, soprattutto, offrire soluzioni operative. «Un tema dirimente per il nostro Paese - spiega il senatore - e che con la Fondazione Magna Carta si è voluto sviluppare anche attraverso una ricerca scientifica ad hoc. Quello del calendario fiscale è un impegno che dovremmo assumerci tutti nei confronti dei cittadini».
In questo modo per il senatore si potranno affrontare anche la lentezza della giustizia, le infrastrutture insufficienti e l’incertezza regolatoria che rendono il nostro Paese poco appetibile per le grandi multinazionali estere. L’Italia risulta, infatti, al 43esimo posto del Global Competitiveness Index 2017-2018 del World Economic Forum.
Il modello di riferimento in questo senso é il Regno Unito. Qui il governo di David Cameron ha avviato un percorso di riduzione fiscale di lungo periodo che ha portato il corporate tax rate a livello più basso tra i paesi G20 (20%), rendendo Londra la piazza più attrattiva per gli investimenti esteri. C'é poi la best practice tedesca. In Germania si è riusciti, grazie allo sforzo congiunto tra legislatore e operatori, a disegnare il famoso calendario fiscale che assicura certezza sulle entrate derivanti ad esempio dalle accise sul tabacco e ancorando l’aumento delle accise all’aumento dell’inflazione.
Secondo Marco Spallone, vicedirettore Casmef-Luiss, «sia il settore dei giochi che quello dei tabacchi costituiscono un esempio di erraticità e improvvisazione degli interventi fiscali. I provvedimenti presi sotto la costante pressione dell'urgenza sono stati caratterizzati dalla mancanza di visione di lungo periodo». Una prassi che secondo Spallone ha messo a rischio la sostenibilità economica delle imprese, la sicurezza dei consumatori e la stabilità del gettito. «Inoltre, la troppo ampia discrezionalità degli interventi ha sottoposto le istituzioni a pressioni costanti che sono risultate spesso in interventi non neutrali e, per questo, soggetti ad un aspro contenzioso».
Occorre quindi una programmazione di medio-lungo periodo delle politiche fiscali. In breve non si tratta solo di definire quante tasse il contribuente deve pagare, ma anche quando deve pagarle, di quanto cambieranno e su quale orizzonte temporale.

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