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21 Marzo Mar 2018 2000 21 marzo 2018

Fu Yixiang: «Li Yonghong manterrà gli impegni con il Milan»

Non è chiaro a chi appartenga la fallita Jie Ande, società che faceva da garante alla liquidità del patron. Elliott nuovo proprietario? Intervista all'ex vice presidente della Camera di commercio italo-cinese.

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«Non conosco nei dettagli la galassia delle controllate da Li Yonghong, ma sono certo che onorerà gli impegni presi con il Milan e i suoi tifosi», si schermisce subito Fu Yixiang, ex vice presidente della Camera di commercio italo-cinese che ha trattato in prima linea la compravendita del Milan.

LA SOCIETÀ PIÙ LIQUIDA FA CRAC. Gli chiediamo un commento sul fallimento di Jie Ande, principale azionista con l'11,4% di Zhuhai Zhongfu, un'azienda quotata alla Borsa di Shenzhen. Come scritto da Gabanelli e Gerevini sul Corriere della sera, quest'ultima era considerata la società più importante e più liquida tra quelle indicate nel curriculum ufficiale del finanziere cinese residente a Hong Kong che, meno di un anno fa, acquistò il Milan dalla Fininvest per 740 milioni.

JIE ANDE DEL PATRON DEL MILAN? Il signor Fu risponde dalla Cina, da Guangzhou se teniamo fede alla località legata al suo numero di cellulare. Non ci spiega cosa ci sia andato a fare e nega di aver avuto alcun contatto diretto con mister Li recentemente. «Non sono neanche sicuro che la Jie Ande appartenga al 100% a Mr Li», dice. Ed è infatti quanto leggiamo sul Meiri Jingji Xinwen, quotidiano di finanza ed economia locale, che riporta come la Zhuhai Zhongfu abbia smentito ai propri reporter di aver alcun legame con Li Yonghong.

GUAI PER RIPIANARE IL DEBITO. Quello che il quotidiano economico cinese aggiunge è come al fallimento della Jie Ande sia seguito il congelamento della sua quota in Zhuhai Zhongfu: un 11,39% delle azioni che dovrebbe corrispondere a circa 60 milioni di euro. Se venisse confermato che l'azionista di riferimento è Li Yonghong, sarebbe quindi evidente che non ha la liquidità per ripianare il debito.

Li Yonghong con Silvio Berlusconi.

ANSA

Stando ai documenti ufficiali, la Jie Ande avrebbe un capitale registrato di circa 6,4 milioni di euro tutto a nome di Liu Jinzhong, che sarebbe peraltro anche il presidente e il rappresentante legale della Zhuhai Zhongfu. Li Yonghong non risulta ufficialmente da nessuna parte e la Zhongfu smentisce con un comunicato ufficiale che Liu Jinzhong abbia alcun rapporto con il patron del Milan.

«AZIENDE CHE NON SONO IN SALUTE». A prescindere da questo, il quotidiano cinese aggiunge che comunque «entrambe le aziende non sono in salute» e che erano recentemente finite sotto indagine della Securities Regulatory Commission, la Consob cinese. Un'indagine che si è interrotta con l'azione legale al tribunale di Shenzhen risultata nella suddetta liquidazione per bancarotta della Jia Ande.

Li Yonghong sta facendo il possibile. Ha tenuto fede alle iniezioni di capitale nonostante le restrizioni del governo cinese sugli investimenti all'estero

Fu Yixiang, ex vice presidente della Camera di commercio italo-cinese

In ogni caso, commentano alcuni analisti anonimi al Meiri Jingji Xinwen, «poiché Li Yonghong non risulta proprietario, qualsiasi esito della vicenda non influenzerà il finanziamento dell'Ac Milan». Una posizione che condivide anche il nostro Fu Yixiang: «È solo Rossoneri Sport Investment Luxembourg che fa direttamente capo a Mr Li».

IN CERCA DI ALTRI FINANZIATORI. E aggiunge, evidenziando così la debolezza del patron del Milan: «Anche se Rossoneri ha ingenti debiti con il fondo statunitense Elliott, ha affidato l'incarico di trovare un nuovo finanziatore a Merrill Lynch. Li Yonghong sta facendo il possibile. Finora ha tenuto fede alle iniezioni di capitale nonostante le restrizioni del governo cinese sugli investimenti all'estero».

IL CLUB CAMBIA PROPRIETARIO? Sia come sia, Elliott ha già prestato al veicolo lussemburghese 180 milioni di euro e sottoscritto due bond emessi dal club per un importo complessivo di 128 milioni di euro. I finanziamenti scadono a ottobre 2018 ed hanno un tasso di rifinanziamento medio di poco inferiore al 10%. In caso di mancato rispetto dagli obblighi contrattuali, potrebbe rivalersi diventando proprietario del club.

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