Diritti Tv Serie A
26 Marzo Mar 2018 1915 26 marzo 2018

Diritti tivù, Mediapro versa i 50 milioni d'anticipo per la Serie A

L'assegno arriva 24 ore prima della scadenza. Le squadre di calcio tirano un sospiro di sollievo. Adesso si aprono le trattative con Sky: l'accordo è fondamentale sia per gli spagnoli sia per il broadcaster.

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Mediapro rompe gli indugi e tira dritto sui diritti televisivi della serie A. Con un giorno di anticipo, lunedì 26 marzo 2018 è stato versato l'anticipo da 50 milioni per il triennio 2018-2021. Adesso manca "solo" la fidejussione da 1,2 miliardi da versare entro il 6 aprile.

SQUADRE "SALVE". Le squadre di calcio, soprattutto le più piccole, possono tirare un sospiro di sollievo: quei soldi erano attesi e assolutamente vitali per l'immediata operatività. La partita riguardante dove e come vedremo il campionato, però, è tutt'altro che conclusa.

Mediaset è disposta a fare la sua parte, ma senza pagare più di 200 milioni di euro, cioè quanto offerto nell'ultima asta. Perform aveva messo sul piatto 100 milioni, Tim 30 milioni

Mediapro, infatti, ha acquisito i diritti televisivi come intermediario indipendente. Ora dovrà occuparsi di vendere i pacchetti agli operatori che materialmente trasmetteranno le partite: i canali televisi come Sky, Mediaset, ma anche Tim, Perform e infine per l'online. Quello che si sa al momento è che Mediaset è disposta a fare la sua parte, ma senza pagare più di 200 milioni di euro, cioè quanto offerto nell'ultima asta. In quell'occasione Perform aveva messo sul piatto 100 milioni, Tim 30 milioni.

MANCANO OLTRE 600 MILIONI. Anche ammettendo che dagli ultimi due player Mediapro riesca a strappare qualcosina di più, rimane il fatto che mancano più di 600 milioni di euro perché Mediapro rientri dall'investimento fatto. Per raggiungere il suo obiettivo non può - lo ha ribadito l'Antitrust - varare quel canale di Lega che farebbe di Mediapro un operatore e non solo un mediatore, operazione considerata più profittevole che la semplice sub-vendita dei diritti.

Sky nella partita dei diritti tivù punta a strappare l'esclusiva su alcune squadre o partite.

L'unica possibilità, quindi, è sperare che Sky apra il portafoglio. E qui siamo alla partita di poker. Sky non può permettersi di restare fuori dalla Serie A senza dover mettere in conto una pesante emorragia tra i suoi 4,8 milioni di abbonati in un momento cruciale per la tivù di Murdoch che ha dimostrato di essere tanto appetibile da far gola all'americana Comcast. Mediapro, allo stesso tempo, senza Sky si avvia a inaugurare la sua "campagna" italiana con un rosso pesantissimo, almeno nel 2018. Tutto, ovviamente, dipende da come saranno costruiti i "pacchetti" offerti ai diversi soggetti in campo.

IL NODO ESCLUSIVE. Come se ne esce? Per offrire più soldi - si parla di un assegno fino a 650 milioni di euro - Sky vorrebbe l'esclusiva su alcune squadre/partite. Il modello di business di Mediapro, però, si basava proprio sull'idea che, allargando l'offerta su altre piattaforme, come internet, si sarebbe allargato il bacino rispetto al duopolio Sky-Mediaset e questo avrebbe reso la serie A più profittevole. Dare l'esclusiva a Sky vuol dire tornare a un modello che, ha dimostrato l'ultima asta prima dell'arrivo di Mediapro, non è affatto detto possa portare nelle casse più di un miliardo, ossia quanto offerto dagli spagnoli. Un rebus difficile da risolvere, anche se nessuno ha la convenienza a rompere.

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