Pensioni
12 Aprile Apr 2018 1335 12 aprile 2018

Pensioni, Intesa Sanpaolo finanzia l'Ape volontaria

È la prima banca ad aderire. Si sblocca l'iter per fare domanda sul sito dell'Inps. Lo strumento consente di uscire a 63 anni dal mondo del lavoro, chiedendo un prestito da restituire in 20 anni. Le cose da sapere.

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Si sblocca l'iter per ottenere l'Ape volontaria. Intesa Sanpaolo ha infatti annunciato che finanzierà il prestito che permette di uscire a 63 anni dal mondo del lavoro, in attesa di maturare la pensione. Le domande possono essere presentate a partire dal 12 aprile sul sito web dell'Inps e la procedura è rivolta a chi ha già ottenuto il riconoscimento del diritto all'Ape (circa 7 mila le domande di certificazione accolte finora). Intesa Sanpaolo è la prima banca a finanziare questo strumento, destinato ai lavoratori che hanno compiuto 63 anni d'età e versato almeno 20 anni di contributi. Il prestito concesso dalla banca è di fatto un "ponte" fino alla pensione e va restituito nel giro di 20 anni. Ecco le cose da sapere.

1. Chi riguarda: nati entro il 1955 per il 2018

Possono chiedere l'Ape i lavoratori con almeno 63 anni e siano distanti non oltre 3 anni e sette mesi dalla pensione di vecchiaia purché abbiano maturato almeno 20 anni di contributi. Il requisito anagrafico minimo sale a 63 anni e cinque mesi nel 2019 dato che cresce di cinque mesi l'età per l'accesso alla pensione di vecchiaia (arrivando a 67 anni). La pensione certificata dall'Inps al netto della rata di ammortamento corrispondente all'Ape richiesta, deve essere pari o superiore a 1,4 volte il trattamento minimo (quindi nel 2018 a 710,388 euro al mese). Non possono ottenere l'Ape coloro che hanno già maturato il diritto alla pensione.

2. A quanto ammonta: minimo 150 euro al mese

Il minimo che si può ottenere è 150 euro mensili per sei mesi. L'importo massimo non può superare il 75% del trattamento pensionistico mensile nel caso l'erogazione dell'Ape richiesta sia superiore a tre anni; l'80% se la durata del prestito è tra i 24 e i 36 mesi, l'85% se la durata è tra 12 e 24 mesi e il 90% se è inferiore a 12 mesi. Il prestito viene erogato su 12 rate mensili, senza tredicesima.

3. Come si restituisce: in 20 anni con decurtazione della pensione

Le rate sono mensili (nel complesso 240) ed è esclusa la tredicesima che quindi non ha la decurtazione. Per ottenere il prestito la rata di ammortamento mensile, sommata ad eventuali rate per prestiti ancora aperti, non deve superare il 30% del trattamento pensionistico (al netto di eventuali rate per debiti erariali e di eventuali assegni divorzili o di mantenimento dei figli).

4. Come si chiede: domanda con l'Inps

Si sceglie l'istituto finanziatore del prestito e l'assicurazione che farà un contratto contro il rischio di premorienza e si fa domanda di Ape contestualmente alla richiesta per la pensione di vecchiaia. Nella domanda il lavoratore indicherà la quota di Ape chiesta e se vorrà o meno accedere al finanziamento supplementare per avere l'Ape fino all'effettiva età di pensionamento qualora nella fase di erogazione del prestito intervenga l'adeguamento dei requisiti pensionistici. La domanda viene trasmessa all'ente finanziatore che può rigettarla. È possibile l'estinzione anticipata del prestito o l'estinzione parziale con la definizione di una nuova rata di ammortamento.

5. Quanto costa: trattenuta del 4,6% annuo

La trattenuta sulla pensione tiene conto del capitale, del tasso di interesse, del costo del premio assicurativo contro il rischio di premorienza e del fondo di garanzia e sarà pari a circa il 4,6% annuo. L'incidenza dei costi effettivi (esclusa la restituzione dell'Ape ricevuta) per un prestito di 12 mesi è dell'1,6% circa. È riconosciuto un creduto di imposta annua nella misura del 50% degli interessi sul finanziamento e dei premi assicurativi per la copertura del rischio di premorienza. L'Ape, essendo in pratica un prestito, è esente da tasse e contributi.

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