Diritti
14 Aprile Apr 2018 1355 14 aprile 2018

Calcio e diritti tivù: Sky guarda al digitale, Mediapro al canale della Lega

Gli spagnoli temono che anche il loro bando vada deserto. Solo Sky è pronta ad alzare l'offerta. Mentre Mediaset potrebbe fare un passo indietro. Intanto Roures rischia una maxi penale da mezzo miliardo di euro. 

  • ...

Al quartier generale di Barcellona i vertici di Mediapro avrebbero due certezze. Sky - a loro dire - farà «un'offerta importante» anche per trasmettere il calcio sul digitale terrestre e non soltanto sul satellite. Ma, soprattutto, gli iberici sarebbero sempre più convinti che anche la prossima asta sui diritti del calcio per i diritti della seria A per il triennio 2018-2021 - la quarta - sarà un fallimento. Le tivù non sarebbero disposte a pagare quanto chiede Mediapro, quindi non resterebbe che il canale della Lega.

ATTESA PER IL 21 APRILE. Non c'è niente di ufficiale, ma gli spagnoli non si attendono nulla di positivo per il prossimo 21 aprile, quando si apriranno le buste per le offerte. Chi ha parlato con lui, dice che il numero uno Jaume Roures avrebbe più di un sentore che le proposte dei broadcaster non raggiungeranno il minimo prospettato: 1,150 miliardi di euro necessari per garantirsi una plusvalenza da 100 milioni, dopo aver sborsato a Infront e alla LegaCalcio 1 miliardo e 50 milioni per i diritti della Serie A da rivendere come intermediario. E a questo punto che verrà riproposto il piano B, già lanciato da Luigi De Siervo e Deloitte nei mesi scorsi: un canale della Lega per trasmettere il calcio a pagamento. Un progetto, sul modello del Nba americana, al quale Mediapro starebbe già lavorando nelle retrovie.

LE GRANE SPAGNOLE. Anche in Spagna il gruppo di Roures si scontra contro le ristrettezze del mercato. Lo scorso 10 aprile è di fatto andata deserta la sua asta per vendere alle tivù spagnole i diritti di Champions ed Europa League. Vodafone non ha partecipato, Movistar e Orange hanno presentato offerte decisamente inferiori alle aspettative di Mediapro. Che a questo punto riscontra sempre più difficoltà nel suo progetto di gestire i diritti del calcio che conta tra Liga, Serie A, Ligue1 in Francia e Bundesliga in Germania per poi puntare in un secondo momento alla Premier in Inghilterra.

Nelle ultime ore è girata la voce che Mediapro - vuoi per dimostrare di voler andare avanti in ogni caso sul progetto Italia, vuoi per tranquillizzare i presidenti di Serie A - sarebbe pronta ad anticipare il versamento della fidejussione da 1,1 miliardi alla Lega di qualche giorno, rispetto alla scadenza naturale del 26 aprile. Proprio per il nostro Paese aveva ideato un bando con un'offerta innovativa rispetto al passato. Intanto ci sono sette pacchetti: uno unico per il satellite con tutte le 380 partite, mentre per le altre piattaforme (digitale terrestre, Iptv, Internet) ci sono due possibilità: o prendere i match delle migliori otto squadre oppure il resto. Sempre rispetto al passato si offriranno, alle piattaforme che intendono soltanto trasmettere le partite e non hanno redazione giornalistica, i contenuti già confezionati con telecronaca e interviste pre e post partita. In cambio però gli spagnoli (pare attraverso Urbano Cairo) raccoglieranno anche la pubblicità.

UNO SCHEMA, DUE OBIETTIVI. Questo schema ha una doppia finalità: da un lato venire incontro alle richieste di Sky, stanca di essere penalizzata sulla qualità e sul numero di partite da trasmettere rispetto alla concorrenza, nonostante in questi anni abbia speso più di altri per il calcio; dall'altro ampliare - offrendo assieme alle immagini anche le telecronache - il numero di soggetti e di piattaforme per trasmettere i match. Ma a questi propositi potrebbero non seguire i risultati sperati.

LE MOSSE DI MEDIASET. Anche se contatti ufficiali tra l'intermediario e i broadcaster non ci sarebbero stati, da Barcellona rimbalzano notizie che soltanto Sky si mostrerà ancora una volta generosa (pare staccando un assegno superiore agli 800 milioni di euro) con i presidenti della Serie A. Al riguardo Mediapro darebbe per certa un'offerta anche per il digitale terrestre dopo l'accordo commerciale con Mediaset. Dal Biscione sarebbero arrivati segnali contrastanti, ma avrebbero confermato che non intendono svenarsi per il calcio, convinti come sono di recuperare risorse affittandogli le frequenze di Premium, se la pay tivù di Murdoch prendesse i diritti anche su questa piattaforma. C'è poi il timore che Tim - nel pieno della battaglia per il controllo tra Vivendi da un lato e il fondo Eliott e la Cdp dall'altro - si mostri più timida del dovuto nelle offerte per i diritti per la trasmissione su internet.

Se non si raggiungeranno gli 1,150 miliardi previsti, Mediapro ha due strade: o continuare fino giugno battendo la strada delle trattative private oppure gettare la maschera sui suoi propositi sul canale della Lega, scendendo in campo non più come intermediario dei presidenti della Serie A ma come loro fornitore. Difficile invece che abbandoni il mercato italiano e non presenti la fidejussione. Il suo contratto con Infront e la stessa Lega prevede in primo luogo una penale da 50 milioni di euro, ma dà poi a questi soggetti la facoltà di rivolgersi alla magistratura per ottenere un ulteriore risarcimento. Che andrebbe calcolato, stando alle clausole dell'accordo, raddoppiando la differenza tra quando offerto in asta e quello che gli spagnoli hanno promesso di ottenere. Se le tivù, gli Ott e le Telefoniche mettessero sul piatto 900 milioni, Roures rischierebbe di pagare ai presidenti un indennizzo da mezzo miliardo di euro.

VERSO LO SCONTRO. In quest'ottica meglio scommettere tutto sull'incognita di un canale della Lega, che stando alla legge Melandri può essere trasmesso sulle piattaforme esistente pagando un fee per il passaggio su queste tecnologie. Anche rassicurando le società pagando la fidejussione nei tempi previsti. In teoria Mediapro ha dalla sua l'esperienza conquistata in questi anni come partner in Spagna di un progetto simile con BeinSport. In pratica - al momento un ostacolo insormontabile - dovrebbe fare i conti con i ricorsi delle televisioni, le quali avrebbero gioco facile nel dimostrare la creazione di un nuovo monopolio nella trasmissione del calcio italiano. Ci sono tutte le condizioni per uno scontro epico, senza precedenti.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso