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24 Aprile Apr 2018 1501 24 aprile 2018

La corruzione in Africa? Colpa delle grandi imprese internazionali

Nel 99,5% dei casi sono coinvolte aziende non africane, dice l'Onu. Il fenomeno riguarda soprattutto il settore estrattivo e l'area centrale del continente, ricca di materie prime. Ed è un grande freno allo sviluppo. 

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L'indagine della magistratura francese sugli affari del gruppo Bollorè in Togo e Guinea – la società ha respinto tutte le accuse – ripropone un tema che le Nazioni Unite e gli organismi internazionali denunciano da tempo: l'opacità degli affari internazionali in Africa. Il continente, in questo senso, non gode di buona fama ed è considerato uno dei più corrotti del pianeta. Classifiche come quella di Transparency International, che misura però solo la percezione del fenomeno e nella quale numerosi stati africani compaiono sempre nelle prime posizioni, contribuscono a questa convinzione, ma un aspetto sottovalutato riguarda il ruolo che giocano le grandi imprese straniere nella diffusione del fenomeno.

L'ultimo rapporto della commissione economica per l'Africa delle Nazioni Unite (United Nations Economic Commission for Africa), Measuring Corruption in Africa, datato 2016, dice che nel 99,5% dei casi di corruzione cross-border, tranfrontaliera, in Africa sono coinvolte aziende non africane, in molti casi europee e americane.

COS'È LA CORRUZIONE TRANSFRONTALIERA. L'Onu include nella corruzione transfrontaliera le collusioni tra fornitori e «funzionari pubblici ufficiali all'interno della catena di approvvigionamento internazionale; il riciclaggio di denaro; l'evasione delle tariffe doganali e la corruzione nelle transazioni internazionali». L'elemento comune di tutte queste forme di corruzione transfrontaliera è che si verificano all'interno di giurisdizioni diverse e spesso riguardano «transazioni commericiali internazionali», il che rende molto più difficile individuare e punire gli illeciti.

Nel 2014, per fare un esempio, dopo tre anni di indagini, il Serious Fraud Office britannico ha condannato per corruzione di funzionari pubblici la società Smith e Ouzman per affari fatti in Kenya e Mauritania, e decine di casi di questo genere sono stati affrontati dalle autorità anticorruzione europee o americane. La corruzione transfrontaliera coinvolge soprattutto le aziende straniere perché le società locali difficilmente hanno una dimensione tale da consentire loro l'accesso ai grandi appalti pubblici. Il settore estrattivo, dice l'Onu, è uno dei più esposti a questo fenomeno.

UN FRENO ALLO SVILUPPO. «Tra il 1995 e il 2014, su 1.080 casi di corruzione transfrontaliera in Africa, 1.075 hanno coinvolto imprese non africane, il 99,5%», dice l'Onu. La regione dove è stato accertato il maggior numero di casi è quella dell'Africa centrale, ricca di materie prime e risorse naturali. La corruzione transfrontaliera è «un problema serio», scrivono ricercatori dell'Onu, «a causa del suo potenziale di interazione con la corruzione interna, spesso con l'effetto di intensificare entrambi e rendere le riforme più difficili».

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