Marchionne
26 Aprile Apr 2018 0800 26 aprile 2018

Fca, Morgan Stanley vota per il Marchionne bis: e a lui non dispiace

Un report della banca d'affari svela il sentiment del mercato, preoccupato per i tempi di successione in FiatChrysler. Ma il presidente Elkann ha progetti diversi. Cosa c'è nel futuro del manager col pullover.

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Da un lato c'è il mercato che non vorrebbe perdere il manager che ha portato Fiat in America, si appresta ad azzerare il debito del Lingotto e ha raddoppiato il valore del titolo Ferrari. Dall'altro c'è proprio lui, Sergio Marchionne, che non vuole passare alla storia per aver lasciato in eredità al suo successore una Fiat con i conti perfettamente in ordine ma senza strategia sui modelli futuri e su un possibile matrimonio indispensabile per un gruppo che vende "soltanto" quattro milioni di auto.

DATA DI (POSSIBILE) USCITA: 2019. Senza contare che il manager dal pullover di cotone nero gradirebbe restare in questo ambito e non solo alla presidenza di Ferrari, dice chi lo conosce. In quest'ottica è uscita allo scoperto Morgan Stanley che nell'ultimo report ha messo nero su bianco che non ci sarebbe da stupirsi se Marchionne «restasse boss» anche dopo il 2019. Data di uscita confermata all'inizio dell'anno da John Elkann, presidente e azionista di FiartChrysler.

L'amministratore delegato di FiatChrysler Sergio Marchionne col presidente John Elkann.

I rumor dicono che il nipote dell'avvocato sia in rotta con il suo manager: tanti i contrasti nell'ultimo anno, in una lista che include l'uscita dal diesel, le modalità di spin off di Magneti Marelli fino alla scelta di un partner o di un acquirente del gruppo italo-americano. Sui mercati si vocifera che Elkann guarderebbe alla corte dei coreani di Hyundai, mentre Marchionne preferirebbe le nozze con una delle altre due case americane (per la cronaca né Ford né General motors) dopo che le tensioni tra Washington e Pechino sui dazi rendono quasi impossibile un merger con una casa automobilistica cinese.

SI PUNTA SUL NOME DI ALTAVILLA. Soprattutto i due avrebbero idee diverse sul futuro della governance di Fca: il presidente avrebbe già scelto Alfredo Altavilla, vicepresidente dell'area Emea, come futuro Ceo, l'amministratore delegato uscente punterebbe su Richard Palmer, il Cfo, l'uomo dei conti del gruppo. Di poco indietro Micke Manley, a capo di Jeep, il marchio più forte di Auburn Hills.

Fca, Altavilla per il dopo Marchionne. E all'orizzonte c'è la Hyundai

Il presidente Elkann "ufficializza" l'uscita del manager. Al suo posto l'attuale numero due. Intanto, con la mediazione del fondo Elliott, il mercato scommette su un matrimonio con il colosso coreano. Gli esperti delle cose del Lingotto dicono che John Elkann avrebbe scelto Alfredo Altavilla come successore di Sergio Marchionne alla guida di FiatChrysler.

Si raccontano di tensioni tra Marchionne e Altavilla soprattutto sulla gestione degli impianti italiani: sindacati ed enti locali del Piemonte come della Campania sono preoccupati perché non c'è chiarezza su dove verrano assemblati i nuovi mezzi, mentre fallisce la strategia marchionniana di conquistare l'America con vetture di alta gamma con i marchi Maserati e Alfa Romeo.

I MERCATI RISPONDONO BENE. Nel suo report Morgan Stanley ha semplicemente scritto che Marchionne potrebbe ancora restare a lungo in Fca, perché scorrono troppo lentamente le procedure di successione. È certo che il mercato, premiando il titolo torinese, ha gradito questa profezia. Intanto molti ricordano che all'ultima assemblea di Amsterdam John Elkann aveva lo sguardo molto teso quando ha rivisto i tempi dell'uscita del suo manager: l'annuncio del nuovo ad non sarebbe arrivata a fine 2018, ma all'inizio del 2019 perché «la selezione è un processo molto serio e arriveremo a una decisione per fare in modo che l'anno prossimo ci sia la migliore successione possibile, essendo consapevoli delle difficoltà del momento per qualsiasi organizzazione e in particolare per Fca». Parole che segnano, in questo risiko, un piccolissimo successo del manager italo-canadese.

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