Tim, 66,7% capitale ad assemblea sul Cda
4 Maggio Mag 2018 1419 04 maggio 2018

Elliott vince la battaglia per Tim

La lista presentata dal fondo americano prevale su quella dei francesi. Ma Vivendi non molla la presa: «Rimarremo attenti e vigili affinché la strategia non cambi». Titolo in rialzo.

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Il fondo Elliott vince la sua battaglia in Tim: in assemblea degli azionisti la lista presentata dal fondo americano è stata la più votata, prevalendo quindi su quella dei francesi di Vivendi. La lista di Elliott ha raccolto il 49,84% dei voti, quella di Vivendi il 47,18%. Hanno votato il 67,15% degli azionisti e, come previsto, l'alta affluenza ha favorito il fondo americano.

CHI ENTRA IN CDA. Entrano così in consiglio d'amministrazione dieci membri nominati da Elliott e cinque da Vivendi. I dieci nominati da Elliott sono Fulvio Conti, Alfredo Altavilla, Massimo Ferrari, Paola Giannotti de Ponti, Luigi Gubitosi, Paola Bonomo, Maria Elena Cappello, Lucia Moreselli, Dante Roscini, Rocco Sabelli. I cinque targati Vivendi: Amos Genish, Arnaud de Puyfontaie, Marella Moretti, Michele Valensise, Giuseppina Capaldo. Si apre adesso un problema di governabilità del gruppo. Il cda, infatti, è spaccato. L'attuale amministratore delegato, Amos Genish, presente nella lista di Vivendi, ha la fiducia di Elliott. E, tuttavia, in più occasioni ha ribadito di subordinare il suo incarico all'approvazione del suo piano industriale. Il maggior punto di attrito rimane la sorte della rete, che il fondo Elliott vorrebbe cedere dopo lo scorporo, mentre Vivendi è sempre stata contraria e così Genish.

ELLIOTT: SOSTEGNO A GENISH. La vittoria odierna della lista indipendente in Tim, afferma il fondo Elliott in una nota, «manda un segnale forte all'Italia» sul fatto che gli investitori attivisti non accetteranno un governo societario sotto gli standard. Apre poi «la strada alla massimizzazione della creazione di valore per tutti gli stakeholder di Tim». Elliott continua a supportare pienamente il ceo Amos Genish e l'intero team di gestione, afferma la nota, ed è pienamente in linea con il business plan di Genish. Tuttavia, nella nota si dice anche che Elliott attende con impazienza che si discuta «sulle varie proposte di creazione di valore di Elliott, incluso il ripristino del dividendo nei tempi appropriati, esplorando alternative su Netco dopo la separazione legale».

IN BORSA IL RIALZO. Subito dopo che il risultato è stato reso pubblico il titolo a Piazza Affari, che perdeva lo 0,8%, ha invertito la rotta con rialzo sopra l'1%. Simon Gillham, direttore della comunicazione di Vivendi, prima del voto dell'assemblea aveva spiegato che, anche in caso di esito negativo per il gruppo francese, «Vivendi sarebbe sempre il principale azionista con il 23,94% del capitale e farebbe in modo che la strategia del gruppo non cambi». L'intenzione è stata ribadita anche dopo il voto: «Siamo un azionista di lungo termine - ha spiegato Gillham - Vivendi supporta Genish e la sua strategia industriale a lungo termine. Saremo molto attenti e vigili affinché la strategia non cambi».

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