Milan Games Week 1
6 Maggio Mag 2018 0954 06 maggio 2018

Identità e passioni: come trasformare una fiera in evento di culto

Venerdì 11 maggio 2018 parte a Milano Man's World, l'ultima rassegna organizzata da Fandango Club. Michele Budelli, ad della società, racconta i segreti del mercato: «Bisogna far vivere un'esperienza».

  • Valerio Berra
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Il Salone del Mobile, la Milan Games Week, il Lucca Comics & Games. Molto più che eventi. Universi paralleli, con migliaia di fan che aspettano per tutto l'anno il loro inizio. Quello dei grandi eventi è uno dei business che cambiano più in fretta. Michele Budelli, 39 anni, è l'amministratore delegato di Fandango Club, uno dei protagonisti di questo settore. Si sta preparando al lancio di Man's World, una tre giorni dedicata alle passioni maschili che inizia l'11 maggio 2018 a Milano.

DOMANDA. Cosa bisogna fare per diventare un organizzatore di eventi?
RISPOSTA. Oggi nascono i primi corsi di laurea dedicati proprio a questo settore. Quando ho frequentato io l'università non esisteva niente. Mi sono laureato in relazoni pubbliche e poi mi sono formato sul campo. È il metodo migliore per una materia che si aggiorna così velocemente.

Michele Budelli, ad di Fandango Club.

D. Quando ha cominciato qual era la situazione delle fiere?
R. Siamo arrivati in questo mondo quando il mercato delle fiere tradizionali stava cadendo a causa dell'offerta digitale. Basta pensare al Bit, la più grande fiera del turismo. Prima era l'unico luogo in cui si potevano trovare informazioni attendibili per un viaggio in Medio Oriente. Ora basta un sito internet.

D. Qual è stata la chiave del rilancio?​
R. Noi di Fandango Club abbiamo cercato di prendere questo tipo di fiere e dare loro un'identità, per renderle riconoscibili e attirare il pubblico. Quando insieme a Aesvi abbiamo preso la Milan Games Week faceva 30 mila visitatori, ora tocca i 150 mila.

D. Come si può dare identità a un evento?​
R. L'esperienza. Quello che l'utente cerca ancora oggi è l'esperienza fisica. Bisogna trovare un elemento molto forte per rendere il tempo trascorso nella fiera memorabile.

D. E cosa trasforma una camminata tra stand diversi in un'esperienza?
R. Normalmente gli organizzatori delle fiere si limitano a vendere spazi, poi tocca alle aziende allestire il quadrato che hanno acquistato. Quello che bisogna fare invece è creare un palinsesto, un evento da esplorare, una regia di contenuti per fare in modo che lo spettatore pensi di essere all'interno di un'esprienza e non in una fiera.

D. Da dove nasce l'idea per creare un evento?
R. Per prima cosa bisogna individuare un tema. Il modo migliore per fare muovere le persone è stimolarli su qualcosa di intangibile, di emotivo. Bisogna lavorare sulle emozioni. Per esempio la fiera "G come Giocare" non lavora solo sul giocattolo fisico, ma anche sull'idea di Natale. Scelto il tema, si parla ai soggetti del mercato e si studia il modo migliore per rendere la loro presenza di qualità. Una fiera non deve essere solo una vetrina.

La Milan Games Week.

D. Quali sono le difficoltà per organizzare manifestazioni di questo tipo in Italia?
R. Chi lavora nel bacino europeo non ha particolari intoppi. In Italia bisogna considerare come sempre il fattore burocrazia. Facciamo un esempio: organizzare un concorso a premi all'estero non è un problema, in Italia anche solo per mettere in piedi un torneo di videogiochi in cui si vince una console bisogna aprire una procedura ministeriale e pagare tasse su tasse.

D. Come ci si muove per la promozione?
R. Visto che al centro di un evento deve esserci una passione, dobbiamo andare a cercare il pubblico dove condivide questa passione. I primi promotori devono essere le aziende che partecipano all'evento. Noi ci muoviamo sul web, cerchiamo sempre media partnership, ma facciamo anche tanta pubblicità in radio. La televisione invece non si sempre si rivela efficace.

D. Quali sono i canali per comunicare con i più giovani?
R. I Millennial sono difficili da intercettare. Il medium su cui stanno di più è il web, ma si muovono talmente in fretta da un contenuto all'altro che in media non restano più di 2,5 secondi sullo stesso post e questo è il tempo che abbiamo per attirare la loro attenzione. Con loro bisogna essere molto diretti e sinceri, bisogna dire esattamente quello che troveranno una volta arrivati alla fiera.

D. Perché ha scelto di fare l'organizzatore di eventi?
R. Vocazione. Lo senti nell'animo, sono una persona entusiasta che vuole costruire progetti originali. Molti pensano che il nostro sia un lavoro semplice e leggero, ma lo sforzo per continuare a innovarsi e rimanere sempre sulla cresta dell'onda è molto difficile da reggere.

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