Ilva
7 Maggio Mag 2018 1225 07 maggio 2018

Ilva, ok condizionato dell'Ue ad ArcelorMittal

Tra i paletti dell'Antitrust europea l'eliminazione del gruppo Marcegaglia dal consorzio di acquisto e numerose cessioni di impianti, tra cui quello di Piombino. Calenda: «Manca solo l'accordo sindacale».

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Via libera da parte dell'Antitrust Ue all'acquisizione di Ilva da parte di ArcelorMittal sotto condizione. L'ampio pacchetto di misure correttive include l'eliminazione del gruppo Marcegaglia dal consorzio di acquisto e numerose cessioni tra cui gli impianti di ArcelorMittal di Piombino, oltre a Liegi (Belgio), Dudelange (Lussemburgo), Skopje (Macedonia), Ostrava (Repubblica ceca) e Galati (Romania). Per Bruxelles la vendita ad ArcelorMittal di Ilva deve contribuire al risanamento ambientale di Taranto.

«La decisione odierna garantisce che l'acquisizione di Ilva da parte di ArcelorMittal, che andrà a creare il produttore d'acciaio di gran lunga più grande d'Europa, non si traduca in un aumento dei prezzi dell'acciaio a danno delle industrie europee, dei milioni di persone che vi lavorano e dei consumatori», ha dichiarato la commissaria Ue alla concorrenza Margrethe Vestager. Al termine della sua indagine, infatti, la Commissione ha espresso il timore che l'operazione come era stata inizialmente proposta avrebbe comportato l'aumento dei prezzi dei prodotti piani in acciaio al carbonio laminati a caldo, laminati a freddo e zincati. La nuova entità avrebbe infatti controllato il 40% della loro capacità produttiva, arrivando a detenere una quota di mercato molto più grande di qualsiasi suo concorrente in Europa. Da qui la serie di numerose cessioni avanzata da ArcelorMittal.

VESTAGER: «IMPIANTI A UNO O PIÙ ACQUIRENTI». Vestager ha assicurato che gli impianti dismessi andranno «a uno o più acquirenti che li gestiranno su base duratura in regime di concorrenza». ArcelorMittal si è infatti impegnata a organizzare una procedura di vendita aperta, non discriminatoria e trasparente a cui potranno partecipare tutti gli operatori interessati, e questa comunicherà quindi alla Commissione gli acquirenti scelti. Bruxelles valuterà se questi dispongono della capacità (competenze, risorse finanziarie) e degli incentivi necessari per continuare a gestire e a sviluppare le attività di produzione in modo duraturo come concorrenti attivi. In altri termini, la vendita di impianti ad acquirenti che progettino di chiuderli in futuro non sarebbe per Bruxelles una soluzione accettabile.

NESSUNA QUOTA DA MARCEGAGLIA. Inoltre ArcelorMittal, con l'eliminazione del gruppo Marcecaglia - concorrente significativo nei prodotti piani in acciaio al carbonio zincato -, si è anche impegnato a non acquistare quote del gruppo nel quadro dell'operazione. Questo consente di evitare che la concorrenza possa risultare ulteriormente indebolita a causa del rafforzamento dei legami strutturali tra le imprese. La vendita ad ArcelorMittal dell'Ilva, inoltre, ha evidenziato ancora la commissaria Ue, «dovrebbe anche contribuire ad imprimere un'accelerazione agli urgenti interventi di risanamento ambientale della zona di Taranto» e per questo «è opportuno che tali essenziali interventi di bonifica proseguano senza indugi».

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