Caloia
9 Maggio Mag 2018 1629 09 maggio 2018

Ior: tempi lunghi per il processo all'ex presidente Caloia

L'accusa è di peculato e autoriciclaggio in relazione a dismissioni immobiliari fatte tra il 2001 e il 2008, con un danno per l'Istituto di 57 milioni di euro. Verrà fatta una perizia sugli immobili venduti.

  • ...

Non avrà tempi brevi il processo in Vaticano all'ex presidente Ior, Angelo Caloia, e al legale Gabriele Liuzzo, accusati di peculato e autoriciclaggio in relazione a dismissioni immobiliari fatte dell'Istituto tra il 2001 e il 2008, con un danno per lo Ior di 57 milioni di euro. È stata dedicata alle eccezioni preliminari la prima udienza, durata poco meno di quattro ore stamane al Tribunale d'Oltretevere, presente Caloia, 79 anni, mentre Liuzzo, 95, è stato dichiarato contumace. È emerso in particolare - come richiesto già prima del dibattimento in aula dal difensore di Liuzzo, avv. Fabrizio Lemme - che si farà una perizia sugli immobili venduti, per valutare la congruità dei prezzi di cessione rispetto al mercato: l'indagine in Vaticano su denuncia dello Ior ritiene che i prezzi reali di vendita fossero maggiori rispetto a quelli indicati e la differenza sottratta. La Corte, presieduta da Paolo Papanti-Pelletier - a latere Venerdando Marano e Carlo Bonzano - dovrà decidere, dopo che entro il 18 maggio le parti avranno depositato delle istanze 'aggiornate', sull'ammissibilità dei numerosi testi (oltre 50 chiesti solo da Caloia) e dei documenti, disporrà la traduzione italiana del rapporto della società Promontory e nominerà i periti: due secondo quanto previsto dal Codice, tre se accetterà la richiesta della difesa. Poi fisserà una nuova udienza.

LO IOR PARTE CIVILE. A difendere Caloia gli avv. Anna Sammassimo e Domenico Pulitanò. L'accusa era sostenuta dal promotore di giustizia Gian Piero Milano e dall'aggiunto Roberto Zannotti. Nel processo si sono costituiti parte civile lo Ior, rappresentato dall'avv. Alessandro Benedetti, e la società immobiliare Sgir, partecipata al 100% dall'Istituto, patrocinata dall'avv. Roberto Lipari. Parte delle eccezioni ha riguardato il fatto se Gianfranco Mammì, attuale dg dello Ior, potesse costituirsi parte civile anche per conto della Sgir, di cui è consigliere e il cui cda lo ha delegato in merito: il Tribunale ha respinto l'eccezione di inammissibilità avanzata dall'avv. Lemme, ritenendo valida la copia - pur non autenticata - del verbale del cda Sgir che conferiva a Mammì tale potere, prodotta dall'avv. Lipari (in ogni caso in aula è arrivato anche il presidente della società, Della Chiesa Di Sasca, che ha portato l'originale). Lemme ha poi contestato la presenza agli atti del report Promontory, mettendo in dubbio la competenza della società sulle valutazioni relative agli immobili e reclamando sul testo scritto in inglese.

LA DIFESA INSISTE SULLA TESTIMONIANZA DI BERTONE. La difesa di Caloia ha già comunicato di voler rinunciare a parte dei testimoni richiesti - i cardinali Re, Sandri, Coccopalmerio, Parolin, l'ed dg Ior Massimo Tulli - insistendo invece, nonostante le opposizioni della parte civile, sulla necessità di ascoltare in aula i cardinali Sodano e Bertone, ex presidente della Commissione cardinalizia di vigilanza Ior, il card. Tauran, membro della commissione d'indagine sull'Istituto nominata da papa Francesco, mons. Arrieta, membro di tale commissione e l'attuale presidente Ior Jean-Baptiste De Franssu. Si è appreso anche che nel corso dell'indagine, oltre ai 17 milioni di euro sequestrati cautelativamente nel 2014 sui conti Ior intestati agli indagati Caloia, Liuzzo e Lelio Scaletti (l'ex direttore generale dello Ior poi morto nell'ottobre 2015), sono stati sequestrati altri 10 milioni, tramite rogatoria, in conti in Svizzera di Liuzzo: soldi che gli inquirenti ritengono parte del provento del peculato a danno della "banca" vaticana.

L'ACCUSA: SOTTRAZIONE, DISTRAZIONE E APPROPRIAZIONE INDEBITA. Il capo d'accusa parla, per i due imputati, di sottrazione, distrazione e appropriazione indebita di 57 milioni derivanti dalla cessione del 71% degli immobili Ior negli anni 2001-2008. E poi, per quanto riguarda l'autoriciclaggio, l'aver detenuto il denaro presso i rispettivi conti Ior fino al 27 ottobre 2014, data del sequestro. Tra gli aspetti sottolineati in udienza, da parte dell'avv. Benedetti, il fatto che alla Sgir esiste solo una parte delle fatture (che ha definito «interessanti») per le consulenze di Liuzzo, mentre per quanto riguarda i contratti preliminari delle vendite «non ce n'è nessuno».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso