Frutta Supermercato
10 Maggio Mag 2018 1732 10 maggio 2018

Troppa scelta nei supermercati, così in clienti restano disorientati

Secondo i relatori del convegno Retail Watch sulla grande distribuzione i consumatori soffrirebbero di una sorta di sindrome di Stendhal da iperscelta quando fanno la spesa.

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L'offerta enogastronomica italiana è da primato per qualità e varietà, ma mettere sugli scaffali di vendita del supermercato un assortimento troppo vasto può disorientare il consumatore. Capogiro, vertigini al cospetto di tanta abbondanza, una sorta di sindrome di Stendhal da iperscelta quando ci sono troppe alternative nelle scelte di acquisto.

ANALISI SU 150 CLIENTI Lo hanno sottolineato a Cibus i relatori del convegno Retail Watch sulla Gdo (Grande distribuzione organizzata italiana) Luigi Rubinelli e Bruno Berni, ad di Cfi Group. Da interviste effettuate a 150 clienti di nove insegne prese in esame (Esselunga, U2, Eurospin, Lidl, Conad, Coop, Simply, Pam, Carrefour Market) da una indagine Cati/Cawi, ha precisato Berni, è emersa «una fedeltà effetto Sindrome di Stendhal al punto vendita eletto come di riferimento per gli acquisti quotidiani: il consumatore pur non pienamente soddisfatto diventa amico fedele di quelli che lo hanno rapito. Avverte il disorientamento, ma poi conta la dimensione della relazione, la familiarità con la struttura».

L'ECCESSO DI OFFERTA PUO' PORTARE AL BLOCCO. «Ma talvolta l'eccesso di offerta», ha chiarito ancora Berni, «e persino un eccesso di bello soprattutto nei casi di restyling di un locale, può portare al blocco. A dimostrazione che gli assortimenti vanno calati nelle esigenze dell'insegna - da Ikea ad esempio funziona il menu del ristorante che seziona un piatto di salmone nello stesso stile di una libreria componibile - e del territorio. In generale, i modelli Usa non sono facilmente esportabili da noi».

UN'INDUSTRIA DA 130 MILIARDI. Il giro d'affari dell'industria food&beverage vale oltre 130 miliardi di euro, ha valutato The European House Ambrosetti in una ricerca illustrata al 19/mo Salone internazionale dell'Alimentazione, e coinvolge più di 455mila occupati nell'attività di 56mila imprese, generando il più elevato valore aggiunto tra tutti i settori del manifatturiero italiano, pari al 72% delle tre A (arredamento, abbigliamento, automotive). Tuttavia, sugli scaffali l'eccesso di scelta di prodotti dell'enogastronomia e dell'agroalimentare può provocare nei consumatori confusione, ansia e incertezza.

IMPATTO MISURATO CON L'EYE TRACKING. Da qui l'ipotesi di asciugare l'assortimento di categoria, opportunità presentata al Cibus nel corso del convegno organizzato dall'Università di Parrma e Ipsos 'In store marketing, la via sperimentale'. L'Impatto dell'eccesso di scelta è stato misurato utilizzando una tecnologia (eye tracking) ed un contesto, un supermercato sperimentale, mai utilizzati a questo scopo dai ricercatori. Ora va definita la vetrina ideale tenendo presente le abitudini della specifica popolazione, in controtendenza ad esempio Barcellona e il suo famoso mercato La Boqueria dove sono proibiti strilli dei venditori perché a parlare è il prodotto agroalimentare, dai funghi ai melograni e gamberi esposti in alte piramidi e le cibarie in vetrine a tutto pieno.

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