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11 Maggio Mag 2018 1835 11 maggio 2018

Casaleggio propone una Cdp per finanziare l'innovazione

Con le trattative per il governo in stato avanzato il militante grillino ha rilanciato l'idea di una banca pubblica per gli investimenti sul modello di quella francese.

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Una banca pubblica per gli investimenti sul modello di quella francese. È questa secondo Davide Casaleggio la ricetta per sbloccare i finanziamenti all'innovazione. La proposta è già da tempo nel cassetto dei Cinque stelle ma ha acquistato tutt'altro sapore in piena trattativa per la formazione di un Governo giallo-verde.

DI MAIO: «CREDITI A TASSI MODERATI». Lo scorso mese era stato il capo politico del Movimento, Luigi Di Maio, ad avanzare l'idea di far nascere dalla Cassa depositi e prestiti un soggetto capace di investire e fornire credito a tassi «moderati» alle aziende. Ora il presidente della Casaleggio associati ha parlato della necessità di un «ecosistema» che mescoli «pubblico e privato». E l'esempio della creatura della Banque publique d'investissement, controllata per metà dallo Stato e per metà dalla Cassa depositi e prestiti francese, «calza molto bene», ha detto il figlio del cofondatore del M5s a margine dell'evento di Confartigianato 'Digito ergo sum".

Per Casaleggio jr, infatti, «ci sono diversi punti che devono essere affrontati» per spingere le risorse verso l'innovazione «e uno è sicuramente la banca pubblica d'investimento». Il sistema italiano oggi, ha evidenziato, è «particolarmente asfittico», totalizziamo «un ventesimo della Francia, un quarantesimo della Gran Bretagna e un quinto della Spagna». Se continua così, ha avvertito, gli stranieri ne approfitteranno: Mytaxi, Amazon, Booking sono piattaforme che utilizziamo anche in Italia ma la loro sede è da un'altra parte.

CASALEGGIO: «RAZIONALIZZARE GLI INVESTIMENTI». Inoltre secondo Casaleggio la Bpi italiana permetterebbe «di razionalizzare gli investimenti già esistenti», visto che spesso sono «a pioggia». Altre leve stanno nel fare rete «attraverso sistemi di consorzi o associazioni di imprese» e nel puntare non solo sulla tecnologia ma anche sulla «relazione», come insegnano Google o Facebook.

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