Importazioni Asia
16 Aprile Apr 2018 0900 16 aprile 2018

Perché la frenata degli scambi a livello mondiale si deve all'Asia

Qui le importazioni sono cresciute meno della produzione: nel decennio pre-crisi erano aumentate a un tasso medio annuo del 12%, dal 2012 sono salite appena del 5%, malgrado un incremento del Pil del 6,7%.

  • * in collaborazione con il Cer (Centro Europa ricerche)
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Il grafico del giorno raffigura l'elasticità delle importazioni rispetto al reddito (rapporto tra i tassi di crescita medi annui delle importazioni di beni e servizi e del Pil, a prezzi correnti). Il rallentamento degli scambi si è manifestato in modo diffuso in quasi tutte le principali aree, ma non con la stessa intensità.

ELASTICITÀ MAGGIORE NELL'EUROZONA. Confrontando i livelli medi dell’elasticità delle importazioni rispetto al reddito tra il decennio pre-crisi e l’ultimo quinquennio, si nota anzi che nell’Eurozona essa è aumentata, come risultato di una decelerazione delle importazioni inferiore a quella del Pil. Nelle altre aree l’elasticità-reddito delle importazioni si è abbassata considerevolmente, ma soltanto nei Paesi emergenti e in via di sviluppo dell’Asia essa è scesa nettamente al di sotto dell’unità.

LA FORBICE ASIATICA SI È ROVESCIATA. Mentre nel decennio pre-crisi le importazioni di questi Paesi erano aumentate a un tasso medio annuo del 12%, stimolate da una crescita produttiva dell’8%, a partire dal 2012 la forbice si è rovesciata e le importazioni sono aumentate appena del 5%, malgrado un incremento del Pil del 6,7%.

PRODUZIONE ORIENTATA VERSO L'INTERNO. L’Asia è rimasta comunque la regione trainante dell’economia mondiale, sia per le dimensioni raggiunte, sia perché comunque i suoi tassi di crescita, pur in rallentamento, sono rimasti di gran lunga superiori a quelli delle altre regioni. Tuttavia, il fatto che l’elasticità-reddito delle sue importazioni sia diventata inferiore all’unità segnala chiaramente una minore dipendenza dall’estero, resa possibile da un riorientamento della produzione verso la domanda interna.

* Stime. Fonte: elaborazioni su dati Fondo monetario internazionale (Fmi)

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