Santanche Parlamento
21 Dicembre Dic 2016 1200 21 dicembre 2016

Santanchè: «È solo un bullo, ma Renzi mi piace»

Berlusconi? «Ci amiamo e odiamo». Parisi? «Non so di chi stiamo parlando». Gentiloni? «Non amo le copie». A tu per tu con Santanché. Che sulla sua Visibilia dice: «Tante sciocchezze su di noi, l'azienda va bene».

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Il rapporto odi et amo con Silvio Berlusconi e quello con Forza Italia. L'elezione di Donald Trump, la gestione dei rapporti con Vladimir Putin e la Russia. Ma anche Visibilia - la sua società - il terrorismo fino alle frecciate ad Angelino Alfano e Stefano Parisi.

LA FONDAZIONE DI UN NUOVO MOVIMENTO. Daniela Santanchè, deputata azzurra e imprenditrice, parla a ruota libera. Senza peli sulla lingua, come da consuetudine, e con una buona dose di ironia racconta di colleghi, sviscera i recenti fatti di cronaca e svela cosa l'ha portata a fondare l'associazione Repubblicani noi popolo sovrano.

DOMANDA. Partiamo da Berlino. Esiste la possibilità di fermare quest’ondata di terrorismo che sconvolge l’Europa?
RISPOSTA. Non so più se sia possibile ancora (lo sottolinea, ndr) fermare il terrorismo. Siamo andati troppo lunghi. Una parte della politica non ha mai voluto prendere atto della guerra. Le guerre si devono combattere.

D. Quindi addebita la responsabilità soprattutto alla politica?
R. C’è stato un atteggiamento lassista, di sottovalutazione dei problemi.

D. Si riferisce anche al fenomeno legato all’accoglienza dei profughi nel nostro Paese?
R. Certo. Sono state attuate scelte completamente sbagliate sia per quanto riguarda l’integrazione sia per quanto riguarda la gestione dei flussi migratori.

D. Sta dicendo in sintesi che non esiste soluzione…
R. Ovvio. È tardi. Sono i nostri vicini di casa, sono i genitori del compagno di scuola di nostro figlio. Una comunità che finge di integrarsi. Prenda, pere esempio, il caso di Salah Abdeslam (la mente della strage al Bataclan, ndr) protetto dalla sua comunità all’interno del quartiere islamico di Molenbeek.

D. Fortunatamente, al momento, l’Italia sembra immune.
R. È solo un caso dettato da motivi d’opportunismo. Hanno bisogno di un Paese e noi rappresentiamo il ventre molle dell’Europa.

D. Non sento una particolare stima politica nei confronti dell’ex ministro degli Interni Angelino Alfano.
R. Appunto. Fino all’altro ieri abbiamo avuto un ministro imbarazzante. Come premio l’hanno nominato agli Esteri. Chissà che danni farà...

Putin è il nostro miglior alleato contro la destabilizzazione dell’Occidente messa in atto da fanatici religiosi

D. Nel nome dell’associazione che ha costituito fa capolino l’aggettivo “repubblicani”, forse un esplicito riferimento al partito americano che ha portato alla vittoria Trump. Facendo un parallelo, non vorrà mica proporre Flavio Briatore come premier?
R. Nella vita mai dire mai (ride di gusto, ndr). Anche se la vedo difficile. Per quanto riguarda il successo di Trump, ne ho parlato diffusamente nel mio libro. Ho avuto la fortuna di conoscerlo e posso confermare che è un uomo capace.

D. Da Trump a Putin il passo è breve. Cosa pensa delle sanzioni alla Russia?
R. Siamo stati dei pazzi. Una follia. Nel momento in cui combattere il terrorismo islamico è una necessità, abbiamo stabilito, invece, di promuovere delle misure restrittive nei confronti della federazione russa. Si tratta, nei fatti, del nostro miglior alleato contro la destabilizzazione dell’Occidente messa in atto da fanatici religiosi. Non abbiamo capito cosa sta succedendo nel mondo.

D. Veniamo alla politica nazionale e alla sua associazione. Ci racconta il significato di quest’operazione concertata con altri parlamentari di Forza Italia?
R. Si tratta di un percorso condiviso, una battaglia d’identità e sovranità, come sintetizzato nel nome. Lavoriamo nell’ottica di mettere al centro della nostra battaglia politica il merito e una maggiore democrazia nelle scelte.

D. Velatamente sta inviando un messaggio al partito nazionale oppure al coordinamento regionale lombardo?
R. Non ho mai operato contro qualcuno, al massimo a favore. Poi, io non ho nulla da chiedere e invece avrei molto da dire…

D. Dica.
R. Bisognerebbe organizzare il partito diversamente e fare cose completamente differenti. Mi riferisco a tutti gli ambiti, nazionali e non. Noi lavoriamo sul territorio con impegno e, per quanto riguarda la Lombardia, siamo una parte molto significativa.

D. Ne fanno parte, infatti, diversi parlamentari.
R. Esatto, siamo un gruppo di parlamentari e amministratori locali che vogliono affermare e promuovere ciò che credono giusto. Il mio focus non è il coordinamento regionale. Certo, molte cose non ci piacciono ma nemmeno ci tolgono il sonno.

D. Un commento secco sul referendum.
R. È stata la risposta non fraintendibile di un popolo da troppi anni maltrattato e inascoltato. Viviamo una fase in cui la democrazia è sospesa. I cittadini, cui ora è impedito di andare a votare, vogliono invece recarsi alle urne per scegliere da chi farsi governare. Abbiamo dimenticato troppo in fretta il dato dell’affluenza del 4 dicembre. Il 70% dei cittadini ha stabilito che vuole essere protagonista.

D. Un suo giudizio su Matteo Renzi.
R. È una persona capace, che mi piace, perché ci mette faccia e coraggio. Purtroppo per lui frequenta pessime compagnie e non ha una squadra adeguata. Gli contesto l’atteggiamento “da bullo” che promette e sottovaluta, però…

D. Però?
R. Chapeau. Preferisco decisamente avere Renzi come avversario. Poi, a differenza di altri, non farò mai con lui un accordo né governerei il Paese.

D. Come commenta la nascita del governo Gentiloni?
R. Il governo Gentiloni non lo vedo. Sono una persona che non compra le copie si figuri se posso apprezzare questo Esecutivo.

D. A proposito di accordi con Renzi, com’è il suo rapporto con Silvio Berlusconi
R. Il mio rapporto con Berlusconi è di amore e odio. Ci sono periodi in cui ci amiamo molto e altri dove la sintonia è minore. Deve capire che siamo nel magico mondo berlusconiano.

D. In questo momento c'è più odio oppure più amore?
R. Con quello che è capitato al presidente sarebbe sbagliato, oggi, alimentare divisioni. Ritengo Berlusconi un grandissimo. È stato capace di fare cose forse irripetibili. Sia come politico sia come imprenditore.

D. Quando l’ha sentito l’ultima volta?
R. Una decina di giorni fa.

D. Secondo lei le primarie sono essenziali per il centrodestra o solo una necessità per chi le invoca con maggior forza, cioè Matteo Salvini e Giorgia Meloni?
R. Le primarie “fai da te” stile Pd non mi appassionano. Però mi rendo conto che forse sarebbe utile istituirle per legge. Credo sia giusto avere dei meccanismi di selezione. Nessuno, ormai, può alzarsi la mattina e decidere chi sarà il futuro capo.

D. Nemmeno Berlusconi?
R. Nemmeno Berlusconi.

In Italia non ha mai vinto il centro ma il centrodestra. Auguri a chi vuole abbandonare quest’alleanza

D. Ha avuto recentemente qualche abboccamento con la Lega Nord?
R. Nessun abboccamento. Ho un amico nella Lega con il quale mi confronto spesso che si chiama Giancarlo Giorgetti. Nel frattempo mantengo un ottimo rapporto con Matteo Salvini e altri membri leghisti. Partecipo alle loro iniziative quando ne condivido i contenuti.

D. In Forza Italia esistono due anime distinte: una, decisa a proseguire l’alleanza storica con il Carroccio e un’altra, invece, che preferirebbe intraprendere un percorso alternativo più moderato. Lei da che parte sta?
R. Forza Italia deve mantenere la posizione da sempre assunta. Quella, per intenderci, che ci ha permesso di andare al governo in coalizione con Lega Nord e Alleanza Nazionale, ora Fratelli d’Italia. Il nostro perimetro è quello.

D. Squadra che vince non si cambia?
R. In Italia non ha mai vinto il centro ma il centrodestra (calca la voce su destra e lo ripete tre volte, ndr). Auguri a chi vuole abbandonare quest’alleanza.

D. Un accordo con questo governo, travestito magari da “opposizione morbida” con l’obiettivo di fare la legge elettorale, sarebbe fantapolitica?
R. Non so quello che pensa Berlusconi in questo momento. Forza Italia non farà favori al presidente del Consiglio e ai suoi ministri. Sono certa che i gruppi per primi non sarebbero d’accordo. È impensabile avere un atteggiamento di riguardo verso un pessimo governo.

D. Che tipo di legge elettorale riterrebbe più adeguata per il Paese?
R. Inizio col dirle che trovo inaccettabile attendere il pronunciamento della Consulta. Mi piacerebbe che fosse la politica a decidere la legge elettorale senza attaccarsi, come qualcuno fa, al 24 gennaio 2017. Non arriva Gesù Cristo.

D. Non ha risposto. Quale sistema elettorale preferisce
R. Non mi appassionano né il proporzionale né il Mattarellum. È poco trasparente pensare che gli italiani, con il proporzionale, debbano scoprire da chi saranno governati solo il giorno dopo.

D. Il Mattarellum?
R. Vedi sopra. Non mi appassiona. La cosa più giusta, a mio parere, sarebbe sistemare l’Italicum togliendo, per esempio, i capilista bloccati. Di bloccato c’è già il Paese.

Daniela Santanchè e Paola Ferrari, socie di Visibilia.

D. Da quest’estate uno dei temi caldi che ha dominato le cronache del partito è la figura di Stefano Parisi e del suo progetto.
R. Scusi, ma di cosa stiamo parlando? Di chi parliamo? Ho tante cose da fare, se dobbiamo parlare di Parisi possiamo anche interrompere l’intervista…

D. Quindi non lo considera un valore aggiunto per il centrodestra?
R. Guardo solo i modelli vincenti. Discutiamo di chi ha messo insieme la Madonna, Gesù bambino e tutti i santi e non è riuscito a vincere a Milano? Di che parliamo?

D. Chiudiamo con un panorama sulla sua attività imprenditoriale. È vero che l’onorevole Luca Squeri, o la sua famiglia, è socio in Visibilia?
R. Questa è una cazzata (ride ndr). Non esiste, è un’invenzione. Non ne abbiamo neanche mai parlato. Tenga conto di una cosa: quando si parla di me, il 98% delle cose che si dicono sono cazzate.

D. Visibilia è in crisi come descrivono le cronache? Può fare chiarezza?
R. Posso dirle che siamo molto soddisfatti per il lavoro che è stato svolto sia come concessionaria pubblicitaria sia come editori, nonostante la difficile situazione del mercato.

D. Sembra una fotografia positiva…
R. Al di là delle tante sciocchezze che scrivono su di noi, siamo vivi e vegeti, non abbiamo licenziato nessuno, abbiamo piani d’investimento chiari e altre acquisizioni in cantiere. Il 2016 è stato un anno difficile ma anche entusiasmante. La nostra è una sfida meravigliosa.

D. Insomma, teorie ordite solo dalle malelingue.
R. Ho un grave problema: a molti piacerebbe essere la Santanchè, ma ci sono solo io. Non ho tempo da perdere con gli invidiosi.

D. Come va con Paola Ferrari?
R. Mantengo il rapporto che s’intrattiene con un socio di minoranza.

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