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Caso Consip

Zanettin
19 Aprile Apr 2017 1823 19 aprile 2017

Zanettin: «Consip come Expo, il Csm non decide»

Il componente laico, che aveva chiesto l'apertura di una pratica sull'inchiesta, attacca l'atteggiamento «pilatesco» di Palazzo dei Marescialli. «Legnini? Da lui solo pannicelli caldi». L'intervista a L43.

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Il Csm «come Ponzio Pilato». Pierantonio Zanettin, componente laico del Consiglio Superiore della Magistratura, torna indietro fino al Vangelo per commentare la decisione di Palazzo dei Marescialli (il comitato di presidenza ndr) di non aprire una pratica sul caso Consip, come aveva richiesto in quanto membro della prima commissione, addetta alle incompatibilità dei magistrati per aver leso l'imparzialità delle toghe. Nello specifico, nel mirino, c'era il il presunto scontro tra la procura di Roma e quella di Napoli, dove da giorni nell'occhio del ciclone c'è il pm Henry John Woodcock, titolare dell'inchiesta Consip.

L'ATTACCO DI LEGNINI. A distanza di una settimana, dopo le polemiche per le indagini a carico del capitano del Noe Gianpaolo Scafarto, il vicepresidente Giovanni Legnini parla di «fatti gravi» rispetto alla condotta delle forze dell'ordine, sia nel caso degli indagati per la fuga di notizie, il comandante generale Tullio Del Sette e il generale Emanuele Saltalamacchia, sia per le presunte anomalie nell'informativa del Noe su cui indagano i pm romani. Ma detto questo «non risulta un conflitto» tra le due procure, con quella diretta da Giuseppe Pignatone che ha messo sotto indagine per falso materiale il capitano Scafarto e quella di Napoli che continua a mostrare fiducia nell'operato del Noe.

«UNA DECISIONE POLITICA». «Se non si voleva aprire la pratica lo si poteva dire anche una settimana fa, invece si è fatto di tutto per prendere tempo, tra rinvii e controrinvii. Quella del Csm è stata una decisione politica», spiega Zanettin, che per la seconda volta in una consiliatura si è visto respingere la richiesta di un'apertura di una pratica. «Solo un’altra volta il comitato di presidenza ha respinto una mia richiesta di apertura pratica, guardacaso in un altro caso politicamente sensibile. Mi riferisco alla inchiesta Expo, tenuta nel cassetto dall'allora capo della procura di Milano Edmondo Bruti Liberati».

Pierantonio Zanettin.

DOMANDA. Perché parla di un atteggiamento pilatesco?
RISPOSTA. Il Csm si lava le mani del caso Consip, nonostante da una procura della Repubblica abbia avuto luogo una fuga di notizie di una informativa della polizia giudiziaria di oltre 1.000 pagine.

D. E a questo si aggiunge l'indagine sul capitano Scafarto.
R. Appunto, sono emerse alterazioni da parte di un capitano del Carabinieri su una intercettazione, che tira in ballo il padre dell’ex presidente del Consiglio Matteo Renzi. Non solo.

D. Mi dica.
R. La procura di Napoli ha platealmente confermato la fiducia al Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri, specializzato nei reati ambientali commessi nella Terra dei fuochi, ma ratione materiae estraneo al tema degli appalti pubblici, subito dopo che la procura di Roma aveva invece revocato la delega allo stesso reparto.

D. Legnini però ha annunciato che in Settima commissione sarà affrontato e disciplinato l'impiego della polizia giudiziaria da parte della magistratura.
R. Mi sembra un pannicello caldo, un rimedio quando i buoi sono già scappati, tanto per dire che per il Csm non esiste nessun problema.

D. Per il vicepresidente del Csm l'apertura di una pratica avrebbe potuto condizionare le indagini e minare la fiducia nella magistratura.
R. Non sono d'accordo. In Prima commissione si poteva disporre la segretazione degli atti, potevamo garantire la privacy senza mettere in discussione il lavoro delle procure. Bastava ascoltare i magistrati per accertare l'esistenza di uno scontro.

D. Forse ci sarebbe stata una maggiore pressione mediatica su indagini che hanno scatenato già molte polemiche.
R. La estrema delicatezza del tema avrebbe richiesto ben altra sollecitudine da parte del Csm, proprio a tutela dell’immagine e del prestigio di una magistratura che non si chiude a riccio, ma dimostra di avere l’autorevolezza e la serenità necessarie ad affrontare e dirimere col suo supremo organo di autogoverno uno dei più controversi casi di interferenza giudiziaria sugli equilibri democratici della storia del Paese.

D. Ma secondo Legnini la Prima commissione non era neppure il luogo adatto per discutere di una questione che riguarda soprattutto la polizia giudiziaria, non tanto la magistratura.
R. È plausibile che la procura di Napoli si avvalga del Noe di Roma? O è un'ulteriore anomalia? Può un magistrato scegliersi la polizia?

D. Insomma, la decisione di Legnini non l'ha convinta?
R. Resto convinto che la Prima commissione, sotto la autorevole guida di Fanfani, certamente avrebbe potuto svolgere un buon lavoro di analisi, come, peraltro, sempre ha fatto in questi anni, magari secretando tutti gli atti, per evitare le paventate interferenze nelle indagini.

D. Finirà come con Expo 2015? Anche allora il Csm non intervenne.
R. Il tempo mi ha dato ragione e la procura generale di Milano ha chiesto l’avocazione dell’inchiesta. Vedremo come finirà questa volta.

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