Migranti:169 su barcone,soccorsi in mare

Emergenza migranti

Moas
6 Maggio Mag 2017 1800 06 maggio 2017

Don Favarin: «Il M5s sulle Ong? Populismo nemico dei migranti»

Di Maio cavalca la polemica aperta dal pm Zuccaro. «Ma le strumentalizzazioni affossano i disperati, non li aiutano», dice a L43 don Favarin. Che poi bacchetta la magistratura. E boccia il decreto Minniti.

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Il polverone politico e mediatico che ha accompagnato negli ultimi giorni la polemica sulle Ong, accusate di legami coi trafficanti di uomini nella loro opera di soccorso dei migranti provenienti dall’Africa, non sembra diradarsi. Il 3 maggio si è presentato alla commissione Difesa del Senato Carmelo Zuccaro, procuratore di Catania e rappresentante istituzionale del “J’accuse” nei confronti delle Ong, che, se da un lato ha confermato di non possedere prove tangibili relative alla sua indagine, ha chiesto allo Stato nuovi mezzi sistematici (intercettazioni, pedinamenti aerei, presenza in mare di magistrati) per approfondire la sua inchiesta.

POLITICA ALLA DERIVA. Zuccaro ha anche aggiunto una valutazione politica: «Esiste a mio avviso l’impossibilità di ospitare in Italia la migrazione di carattere economico». La polemica è stata cavalcata da Matteo Salvini e Luigi Di Maio, mentre sul lato opposto soprattutto Luigi Manconi del Pd e Sinistra Italiana si sono lanciati in una difesa delle Ong in generale, accusando l’Europa e Frontex di alimentare questo clima per sopperire alla loro incapacità nel gestire la crisi migratoria. Don Luca Favarin, il "don Gallo veneto" che attraverso la sua organizzazione non-profit “Percorso Vita” gestisce 12 centri di accoglienza a Padova e dintorni, è assai critico di questi ultimi sviluppi e dichiara apertamente che «ormai ci troviamo di fronte a un vero e proprio modo bastardo di fare politica attraverso la strumentalizzazione».

Don Luca Favarin.

DOMANDA. Cosa pensa delle accuse del procuratore Zuccaro?
RISPOSTA.
L’impressione avvilente è che si continua a cercare errori e difetti allo scopo di gettar fango.

D. Da dove nasce quest’attitudine?
R.
Dal semplice fatto che non esistono proposte politiche serie nel campo dell’immigrazione.

D. Lei esclude che possa esserci del marcio in qualche Ong, un po’ come si è visto nel caso di Mafia Capitale?
R.
Non lo escludo a priori: la dinamica delle Ong, come altre dinamiche, e penso allo scandalo Mose, alle banche, all’aiuto verso i terremotati, e, in generale, a varie situazioni di emergenza, può contenere dei lati oscuri, ma il marcio, probabilmente in misura percentuale minima, viene usato per denigrare il tutto.

D. Come valuta l’ipotesi secondo la quale dietro questo attacco alle Ong ci sia un tentativo della Ue e di Frontex di compensare l’incapacità di gestire il fenomeno migratorio?
R.
Innanzitutto bisogna capire che le Ong stanno facendo quello che la Ue e Frontex dovrebbero fare: salvare persone che rischiano la morte. Quindi mandiamo pure avanti tutte le indagini che vogliamo sulle Ong, senza dimenticare che il ruolo del salvataggio dovrebbe essere svolto principalmente dall’Europa stessa. Questa attitudine al sospetto rimane comunque diabolica e criminale.

La priorità in uno stato di emergenza è portare ordine. Non possiamo avere magistrati che fanno politica e politici che fanno i poliziotti

D. La politica europea e italiana si sta rivelando impotente?
R.
Certo e questa impotenza viene compensata gettando il fango su chi, nel suo piccolo, è operativo, proprio come le Ong. Tutte le attuali politiche, sia europee che italiane, e non per ultima il decreto Minniti, sono vecchie e fondamentalmente inconcludenti.

D. Cosa dovrebbe fare, concretamente, la politica?
R.
Portare la situazione sotto controllo: quello che manca è un ordine sistematico per gestire il flusso migratorio che, come fatto epocale, è inevitabile.

D. E cosa impedisce che ciò avvenga?
R.
Un clima avvelenato dalla ricerca di consensi populistici, dalle boutade di magistrati come Zuccaro che lanciano accuse senza avere prove serie e, non per ultimi, dai media che salgono sul carrozzone dello scandalo.

D. Zuccaro ha anche parlato dell’impossibilità di accogliere i migranti economici.
R.
Ormai la distinzione tra rifugiati politici ed economici è obsoleta. Direi poi che dovremmo far fare la politica ai politici e non ai magistrati: questo stato caotico è un classico problema italiano. Insisto: la priorità in un chiaro stato di emergenza come questo rimane quella di portare ordine. Non possiamo avere dei magistrati che fanno politica e dei politici che fanno i poliziotti.

D. Ma al tempo stesso Zuccaro chiede allo Stato dei mezzi per indagare meglio su eventuali irregolarità delle Ong.
R.
È qualcosa che in fondo chiediamo tutti. E lo chiediamo anche per gli appalti pubblici, per le banche e per la gestione della cosa pubblica in generale, in modo che le cose vengano fatte sempre meglio.

D. All’attacco alle Ong si sono accodati Salvini e i pentastellati: cosa ne pensa?
R.
Il tema dell’immigrazione è ormai diventato un baracchino per le caldarroste.

D. In che senso?
R.
Ormai l’immigrazione è diventata un mezzo per attrarre consenso e voti scaldando il ventre della gente, ma noi non possiamo fare politica semplicemente scaldando il ventre della gente. Questo sistema genera solo rabbia, malumore e soprattutto una non-risposta ai problemi. Il mio sospetto è che in questo momento sia i politici della Lega che quelli del M5s stiano strumentalizzando l’emergenza immigrazione a fini soprattutto elettorali.

D. E cos’ha da dire sui recenti rastrellamenti a Milano e sul blitz di Roma contro gli ambulanti?
R.
Queste iniziative nascono dal decreto Minniti che, come avevo previsto, si sta dimostrando una politica da accalappiacani che va in direzione opposta a una giusta soluzione del problema, portando ulteriore destabilizzazione e ancora più clandestini.

D. Può essere più specifico?
R.
È una politica completamente sbagliata perché ingarbuglia sempre di più la situazione muovendosi semplicemente secondo i parametri del lecito e del non-lecito. Non si può risolvere la problematica dell’integrazione e dei diritti umani con un approccio puramente poliziesco. A parte l’immoralità della scelta, è un po’ come darsi la zappa sui piedi. Si è scoperto, per esempio, che alcune delle vittime del rastrellamento di Milano in realtà erano rifugiati politici in piena regola.

D. Quale dovrebbe essere la soluzione di fondo?
R.
Una politica migratoria seria e coerente con la Costituzione e i valori europei dovrebbe aiutare coloro che per una serie di motivi, siano essi politici o economici, sono caduti in basso o addirittura rischiano di morire, invece di farli sprofondare ulteriormente. La strumentalizzazione di tipo populista, purtroppo, sta facendo esattamente questo.

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