Weinstein Ochoa
1 Novembre Nov 2017 1500 01 novembre 2017

Caso Weinstein, perché il vero mostro è il patriarcato

Tutto il potere in mano agli uomini. Così le donne usano il corpo come materiale di scambio. «Non è prostituzione, ma sopravvivenza. Colpa di una società squilibrata». La scrittrice californiana Ochoa a L43.

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Sheana Ochoa.

L'onda lunga dello scandalo sessuale su Harvey Weinstein non si ferma. Dopo le accuse di molestie al produttore “re di Hollywood” e la campagna virale #metoo in cui molte donne si sono decise di uscire allo scoperto raccontando le violenze subite, sono state coinvolte altre figure maschili nel mondo amministrativo e politico. Tra i più eclatanti c'è il caso di Bill ‘O Reilly, pezzo grosso della Fox News, giunto a pagare 32 milioni di dollari per zittire una dipendente che l’aveva accusato di inappropriata condotta sessuale sul posto di lavoro.

CAMBIERÀ IL COMPORTAMENTO DEGLI UOMINI? Può dunque il cosiddetto Weinsteingate rappresentare uno spartiacque sull’attitudine degli uomini in generale verso le colleghe, soprattutto se subalterne, e che li costringerà a pensarci due volte prima di lanciarsi in comportamenti scorretti? Non è così sicura di questo Sheana Ochoa, scrittrice californiana espatriata in Francia con la sua famiglia e autrice di Stella! Mother of Modern Acting, la prima completa biografia di Stella Adler.

DOMANDA. Cosa non la convince nell’espressione “spartiacque” applicata al caso Weinstein?
RISPOSTA. Implica qualcosa di radicalmente cambiato, ma temo che non sia esattamente così.

D. Però la campagna virale #metoo ha portato alla luce molti altri episodi simili e al di là di Hollywood. Non è un segnale importante?
R. Una porta si è aperta. Il segnale è che ormai è okay per una donna denunciare di essere stata violata, assalita. Ma questo non stravolge la base dietro un certo tipo di comportamento.

D. Che base?
R. Il patriarcato. E non mi riferisco specificatamente agli uomini, ma a un concetto del potere. Che in questo momento è in gran parte in mano agli uomini, ma che le donne stesse potrebbero usare. E avrei una buona metafora per tutto questo.

D. Quale?
R. Quella del cosiddetto “hoarder”, quella persona che compulsivamente accumula cose, spesso inutili, nella propria casa. Ora grazie al caso Weinstein e alla campagna #metoo è stata aperta la porta di questa casa, senza però eliminare l'origine di tutto ciò.

I media trasformano il corpo femminile in un oggetto. Quindi gli uomini sono in uno stato subconscio di eccitazione diverso da quello delle donne

Sheana Ochoa

D. In un mondo matriarcale, a Hollywood e non solo, lei pensa che le donne avrebbero lo stesso comportamento caratterizzato da molestie sessuali?
R. Be', in realtà questo già succede e le vittime, ironicamente, sono uomini, solo che non se n’è parlato apertamente. Alla fine è una questione di controllo, indipendentemente da chi, uomo o donna, ce l’ha. E a questo punto vorrei fare una distinzione.

D. Cioè?
R. Tra il tipo di aggressione che avviene sul luogo di lavoro e quella che viene perpetrata verso le donne fin dalla giovane età e di cui, devo confessare, io stessa sono stata vittima. Questo ha a che fare con l’educazione e con il tipo di messaggi che i bambini, maschi e femmine, ricevono dalla società e dalla famiglia. E qui c’è una differenza.

D. Racconti.
R. I media, per esempio, tendono a trasformare in un oggetto più il corpo femminile che quello maschile. Quindi in qualche maniera gli uomini sono in uno stato subconscio di eccitazione diverso da quello delle donne.

D. Ma non esiste anche un fattore “biologico” che contraddistingue i due sessi?
R. Sì, possiamo dire che le donne tendono a essere più emotive, mentre gli uomini sono più aggressivi in senso fisico-sessuale. Ma esiste pure una forma di condizionamento che è di carattere sociale, e che si esprime attraverso vari tipi di abuso sessuale al di fuori del luogo di lavoro.

Le femmine, come i maschi, sono state in qualche modo condizionate ad accettare tutto questo. Proprio perché non hanno il potere, si sottomettono a esso

Sheana Ochoa

D. Per esempio?
R. Fin dall’infanzia per i bambini maschi esistono bambine attraenti e non attraenti e in generale le bambine sono viste come un “altro da sé”. Nel mio caso specifico, come bambina di 5 anni, non sapevo nulla del mio organo genitale e nessuno mi disse che non poteva essere toccato. Mentre il bambino mio vicino di casa, che infilò un dito nella mia vagina, non era stato informato che non avrebbe potuto farlo. Forse era semplicemente curioso, magari dopo aver visto una ragazza nuda in televisione.

D. Quindi lei sta dicendo che la nostra società patriarcale in qualche maniera condona questo tipo di comportamento?
R. In realtà vado oltre e dico che lo crea.

D. Ma le attrici che hanno finora accettato tacitamente un certo meccanismo in realtà non entrano in una forma latente di scambio e, se vogliamo, di prostituzione?
R. Il ragionamento è sempre lo stesso: le donne, come gli uomini, sono state in qualche modo condizionate ad accettare tutto questo. Proprio perché non hanno il potere, si sottomettono a esso.

D. Per ottenere cosa?
R. Le donne hanno meno potere e influenza e quindi sono portate a usare il proprio corpo come materiale di scambio. Non la chiamerei una forma di prostituzione, ma piuttosto una forma di sopravvivenza, nella quale usano gli strumenti a loro disposizione.

I molestatori riescono sempre a farla franca. O perché sono in una forte posizione di potere o perché riescono a sistemare tutto fuori dai tribunali sborsando milioni

Sheana Ochoa

D. Intanto si sta discutendo per rendere la prostituzione legale in California.
R. Riflette l’equilibrio di potere: perché una donna dovrebbe scegliere di usare il proprio corpo a causa delle scelte limitate a livello economico-sociale che le sono state offerte nella propria vita? Questa sarebbe per lei l’ultima risorsa, salvo soffrire di una qualche forma di malattia mentale.

D. Tornando alle molestie sessuali sul luogo di lavoro, non ci sono delle leggi apposite che dovrebbero prevenirle?
R. Certo che ci sono, ma gli uomini colpevoli spesso riescono a farla franca.

D. Come?
R. O perché sono in una forte posizione di potere o perché riescono a sistemare tutto fuori dai tribunali sborsando un bel po’ di soldi. Quindi ripeto: il caso Weinstein ha aperto una porta, ma, fondamentalmente, è l’attitudine verso il potere degli uomini che dovrebbe cambiare.

D. Non crede che anche un’appropriata educazione sessuale fin dai primi anni di vita possa servire a qualcosa?
R. Certamente, e non solo a livello istituzionale, ma anche familiare. Per esempio, dopo quello che mi è successo quando avevo 5 anni, ho insegnato a mio figlio che nessuno può toccare il suo pene fino a quando sarà un bambino, e spero che ciò instilli in lui una forma di rispetto per se stesso e quindi anche per gli altri.

D. Ma secondo lei non basta.
R. No, alla fin fine rimane imperativo muoversi verso una totale eguaglianza tra i generi, cosa che, tutt’oggi, non possiamo vedere nel mondo del lavoro e della politica in generale. Ed è triste.

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