LETTERE 12 Ottobre Ott 2011 1721 12 ottobre 2011

Lavoro, più spazio ai giovani

Redistribuire tempo, occupazione e salari: la proposta di un lettore.

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Il paradosso del nuovo millennio è che i vecchi, o meglio, i maturi, tra cui il sottoscritto, possono anche guadagnare bene ma lavorano troppo (e pure male, visto lo stato dell’economia). I giovani lavorano poco o non lavorano perché il sistema creato dai vecchi di lavoro non gliene da.
La conclusione è che, nella migliore delle ipotesi, c’è un capofamiglia che lavora anche molto, guadagna per “mantenere” i figli che nel frattempo, magari con gli studi finiti, imparano poco o nulla e subiscono una frustrazione sconosciuta alle generazioni precedenti.
L'IMPOTENZA DEI GENITORI. Calcolando 100 il tempo e 100 la remunerazione, il genitore che magari avrebbe anche voglia di avere più tempo per sé deve girare al figlio una paghetta o comunque sostenere pesanti costi, situazione che è avvilente prima di tutto per il figlio stesso. Per i genitori, invece, rimane l'impotenza.
E se il padre (o la madre) lavorasse meno? Se la società facesse in modo che il padre lavorasse 60 per avere 60, e il figlio 40 per avere 40 (ovviamente per quelle parti di lavoro su cui può essere formato)?
Chiaro che questo difficilmente può avvenire per singole posizioni (si pensi al dipendente). Ma a livello di professionisti, per esempio, (come nel mio caso) e a livello di società complessiva ci si potrebbe pensare.
RIPENSARE L'ECONOMIA OCCIDENTALE. Più spazio ai giovani, più tempo ai vecchi, che potrebbero continuare a contribuire con il loro patrimonio di esperienza, trasferendolo al giovane. A 60 anni, ma anche a 50, che cosa se ne fa una persona di cinque o forse anche 2 mila euro al mese, se poi deve convivere con l’ansia di genitore, e con quei soldi deve mantenere un figlio che, giustamente demotivato e depresso dalla situazione, non trova lavoro? Una volta motivato il giovane, che cosa se ne fa un maturo lavoratore dei soldi che invece gli sarebbero serviti a 25 anni? Preferirebbe averne di meno, con una persona a carico di meno e soprattutto un figlio che può guardare al futuro con più ottimismo (e magari avere un mutuo per una casa).
Il ripensamento dell’economia occidentale dovrebbe passare a livello strutturale attraverso una diminuzione del tempo speso dai lavoratori maturi a vantaggio dei giovani. Redistribuzione del tempo, e quindi del lavoro e delle retribuzioni.
Il maturo avrebbe più tempo e motivazioni per godersi la vita. Ha capito che cambiare l'auto ogni quattro anni forse a lui non serve. Il giovane non vivrebbe più nella frustrazione. Di queste cose mi pare che i nostri governanti non abbiano idea. Sbaglio?
(B.N.)

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