Rizziconi 111024123022
LETTERE 24 Ottobre Ott 2011 1200 24 ottobre 2011

Tre anni di lotta con l'Opera di S. Francesco d'Assisi

Rizziconi, un lettore ed ex lavoratore sull'istituto calabrese.

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Diventa ormai insostenibile il comportamento da parte dell’amministrazione nei confronti dei lavoratori licenziati dell’Opera S.Francesco d’Assisi di Rizziconi (Rc) che ancora per l’ennesima volta sono stati raggirati con promesse di una liquidazione a breve delle mensilità pregresse più il trattamento fine rapporto che risalgono a quattro mesi fà; invece, per i vertici della S. Francesco, è un arrogante comportamento che ha origini molto lontane, figlia di una gestione scellerata che usa la carota dell’imbroglio, promettendo l'imminente pagamento del sacro santo stipendio e concludendo sempre con interminabili attese senza alcun risultato.
LA TRAGEDIA DEL LAVORO FINITA COL SUICIDIO. Una squallida commedia da burattinai che offende e mortifica le persone oneste e la loro dignità, eppure a Rizziconi si è già consumata una tragedia familiare col suicidio di chi non riusciva a garantire la sopravvivenza economica dei propri cari. Fatti terribili che non devono ripetersi per colpe che ricadono su chi si vanta di aver fatto del bene e poi sbatte in mezzo alla strada 20 famiglie.
Il lavoro e i soldi dell’onesto lavoro sono la vita di intere famiglie e nessuno deve permettersi di giocare su questi pilastri fondamentali del vivere civile. Il livello di tolleranza è stato superato da un pezzo e nessuna delle istituzioni preposte muove un dito di aiuto verso queste famiglie disperate.
SOLO L'APPOGGIO DEL SINDACATO “ROSSO”. Questo grande disagio che viviamo noi licenziati, riesce a trovare conforto e riferimento soltanto nella nostra organizzazione sindacale la F.p. Cgil nella persona del Segretario Generale Giuseppe Gentile ma, nonostante le tante denuncie pubbliche e alle istituzioni, nessuno si è mosso per trovare una soluzione possibile.
Vogliamo ricordare gli innumerevoli ingiusti provvedimenti disciplinari indirizzati puntualmente su tutti noi licenziati, motivati soltanto dall’appartenenze al sindacato rosso, alle costanti minacce di licenziamento o addirittura a quelle di chiusura della struttura. Tutte forme intimidatorie fatte con l’intento di ammorbidire gli animi e portare a più miti consigli i cosiddetti ribelli sol perché si rivendicavano i propri diritti.
NO AL CORSO DI OPERATORI SOCIO SANITARI. Ora alla Fondazione non basta più tutto il male che ci ha fatto, una volta ultimata la procedura del licenziamento di 20 dipendenti, in questi ultimi giorni è maturata la notizia contro tutti noi rimasti senza lavoro l’esclusione di fare il corso di formazione per operatori socio sanitario e su questo punto bisognerà fare molta chiarezza dato le responsabilità che ruotano intorno alla legittimità del corso riservandoci azioni legali.
Però la cattiveria non ha fine, difatti, proprio in questi ultimi giorni, l’arma della “padrona” ha colpito ancora lasciando senza un centesimo le tasche vuote dei licenziati e pagando, ancora una volta, la mensilità corrente del mese di settembre soltanto ai lavoratori in servizio. Data la tendenza di questa supremazia, fattasi trovare con diritto d’esclusiva nella figura datoriale, non c è altro da fare che auspicare un lieto fine come nelle favole. O viceversa altre probabili tragedie.


Giuseppe Ierace, R.s.a Cgil lavoratore licenziato dalla Fondazione S. Francesco di Rizziconi

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