Giorgio Napolitano 111031115606
LETTERE 31 Ottobre Ott 2011 1145 31 ottobre 2011

Appello a Napolitano sul lavoro

Crisi, uno studente scrive al presidente della Repubblica.

  • ...

Caro presidente della Repubblica,
sono uno studente della facoltà di architettura di Firenze, al quinto anno di corso. Mio padre è un operaio in cassa integrazione e ogni giorno, come da molti anni, seguo la politica con grande veemenza e interesse.
So che questo periodo di crisi per noi sarà molto lungo e per un po' non si vedrà una metà sicura, ma non è questo che mi fa paura: l'Europa ha chiesto all'Italia delle riforme strutturali per superare il rischio di default, e il nostro governo cosa ha proposto? Una eliminazione dei diritti per la fascia medio-bassa (welfare e lavoro).
Quello che mi preoccupa di più, è il fatto di notare da parte del presidente del Consiglio, dal Consiglio dei ministri, e da alcuni dei nostri parlamentari un interesse a deregolare il sistema occupazionale italiano, chiamandolo con il nome di decreto sviluppo (non mi torna tanto come termine).
So, ovviamente non avendo la possibilità di conoscerla, che lei è un politico responsabile e corretto, spero che segua l'iter legislativo e che corregga 'il tiro' di questa riforma che porterebbe il nostro Paese a una deregulation del lavoro e del welfare, insomma a una carneficina.
Le ricordo che anche l'articolo tre della Costituzione dice: «Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese».
E l'articolo quattro conferma il sistema: «La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società».
Quando verrà il momento di firmare si ricordi di noi, giovani di oggi, futuro dell'Italia, e dei nostri genitori che stanno perdendo l'unica possibilità di vivere decentemente e di fornire a noi un futuro certo e dignitoso, spero che indichi al governo la strada giusta e corretta.
Fiducioso di una sua risposta o per lo meno di un ricordo felice e responsabile di questa lettera.
Cordialmente la saluto e la ringrazio.

Christian Giani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso