Metro Milano 111108130207
TRASPORTI 8 Novembre Nov 2011 1257 08 novembre 2011

Metropolitana di Milano, un servizio al capolinea

Un lettore si lamenta dei disservizi e della disonestà di Atm.

  • ...

Egregio direttore,
pur non essendo un giornalista professionista, le invio questa lettera con lo spirito del cronista, raccontandole di quanto accaduto la mattina dell'8 novembre sulla linea uno della metropolitana di Milano. Alle 7:45 ho preso il treno della M1 alla stazione Uruguay: alle ore 8 era fermo alla stazione QT8, in un quarto d’ora si era percorso un tratto di circa tre chilometri. Farlo a piedi sarebbe stato uguale. La carrozza in cui mi trovavo, in coda, una di quelle suggerite dallo speaker Atm perché «offre maggiori opportunità di salire», era stracolma. Incominciava a fare caldo. L’aria condizionata era spenta.
Trascorrono cinque minuti in cui il treno resta fermo alla stazione di QT8 mentre lo speaker annuncia: «ATM informa: a causa di lavori di manutenzione il traffico della linea M1 subisce dei rallentamenti in entrambe le direzioni».
RALLENTAMENTI SURREALI. Ci risiamo, penso: è infatti da diverso tempo che questo messaggio viene riproposto quando i treni risultano particolarmente lenti. Alle 8:08 il treno riparte da QT8, arriva a Lotto, la fermata successiva, e tutto sembra tornato normale: le porte si aprono, qualcuno scende, qualcuno sale, le porte si richiudono, il treno riparte.
Peccato che si fermi pochi istanti dopo, in mezzo al tunnel. E lì resti inchiodato per altri 10 minuti. Una donna si sente male, i finestrini non si aprono. Le persone cominciano a telefonare e i vetri ad appannarsi. Qualche bambino piange. Mi sembra una scena surreale quando vedo un uomo tirare la leva di emergenza per l’apertura della porta e poi aprirla, aiutato da altri due. Scatta l’allarme ma si ricomincia a respirare. Dopo qualche minuto il treno riparte e approda, lentamente, alla stazione di Amendola Fiera. Sono le 8:25.
Un addetto viene a disinserire l’allarme della porta e, dopo qualche minuto, il treno riparte di gran carriera. Peccato che tutta questa foga vada a sbattere pochi istanti dopo contro qualcosa che, da passeggero, non vedo, ma di cui sento l’effetto: il treno frena bruscamente sballottando i passeggeri.

Problemi di manutenzione e disonestà dell'Atm

Il treno è di nuovo fermo, in galleria, e l’unica cosa giunta al capolinea è la pazienza, messa a dura prova dal continuo ripetersi dell’annuncio “Atm informa” seguito dalla solita, noiosa spiegazione sulla manutenzione che genera rallentamenti. Arrivo a Lima, la mia destinazione, alle 8:47. Un’ora e due minuti dopo esser partito. Solitamente lo stesso tragitto si compie in 20-25 minuti.
Chiedo alla mia assistente e a mia sorella, che percorrono il medesimo tragitto metropolitano se abbiano subito lo stesso trattamento sui treni successivi al mio: uguale, rispondono.
Mi chiedo perché i lavori di manutenzione vengano fatti nelle ore di punta e di quali manutenzioni si possa trattare visto che proseguono da diverso tempo.
NIENTE SCUSE NÉ ALIBI. Che si tratti di manutenzione ordinaria, pianificabile, o straordinaria, non programmabile né prevedibile, è certamente possibile istituire protocolli d’intervento per gestire queste situazioni.
La manutenzione ordinaria può essere eseguita in momenti in cui la metropolitana non è aperta al pubblico, la notte, o quando il numero di utenti è ridotto e si può più facilmente garantire il trasporto con mezzi sostituitivi, per esempio nel mese di agosto.
In caso di manutenzione straordinaria si possono avvisare i propri utenti prima che questi, timbrando il biglietto, comprino un servizio che, una volta saliti sul treno, si trasforma in un disservizio. In ogni caso, si dovrebbero fornire i tempi di percorrenza.
Credo non vi siano scuse, né alibi per quanto successo questa mattina: l’atteggiamento dell’Atm è quantomeno disonesto e chiunque sia responsabile della situazione si dovrebbe vergognare. Per una volta, spero si possa indire uno sciopero degli utenti: perché “pubblico” non significa “dello Stato” ma “per i cittadini”.
Cordiali saluti.
Lorenzo Meloni

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso