Edison Prandi 111130202639
LETTERE ALLA REDAZIONE 2 Dicembre Dic 2011 0800 02 dicembre 2011

«Non ho mai usato a fini personali, risorse economiche nelle aziende per cui ho lavorato»

Prandi di Edison risponde al giornalista Longoni di Lettera43.

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Signor Clemente Longoni,

mi vanto di non avere mai usato a fini personali risorse economiche o di altro genere nelle aziende per cui ho lavorato.
Smart Italy è un’Associazione volta a valorizzare i talenti italiani nell’ambito delle tecnologie digitali. L’idea è partita da me e da un esperto di digitale che ho avuto la fortuna di conoscere per lo sviluppo di alcuni progetti aziendali. Le finalità sono state condivise da questa persona che ha deciso, come me (insieme ad altri), di impegnarsi in prima persona nell’associazione, con tempo e risorse proprie.
L’articolo, gratuitamente diffamatorio, mette in discussione persino il mio curriculum professionale. Curriculum facilmente verificabile. Per quanto riguarda la mia esperienza in Omnitel, guidavo l’ufficio stampa riportando direttamente all’allora amministratore delegato Francesco Caio, che poi mi volle con sè anche in Merloni Elettrodomestici.
Sulla mia abitudine a volare in Magnifica mi viene da sorridere: le aziende per cui ho lavorato hanno sempre speso molto poco per gli aerei.
Come molti sanno, incluso il direttore comunicazione di Alitalia che mi ha offerto un corso per superare la paura di volare, uso gli aerei il meno possibile. Soffrendo di claustrofobia, quando faccio voli lunghi (cosa che accade raramente), chiedo di poter usufruire della Business che garantisce un po’ più di spazio. Nella fattispecie (Pechino) i biglietti erano stati acquistati per accompagnare alcuni ospiti di riguardo dell’azienda.
Per inciso: non sono un golfista, semmai un ciclista. Il paragone con Alberto Sordi mi lusingherebbe, in quanto l’attore ha rappresentato una delle figure più illustri del panorama culturale italiano. In questo caso però è usato con un’accezione estremamente negativa, offensiva e diffamatoria, in tono con il resto del pezzo. E allora per difendere la mia reputazione (e anche quella di Alberto Sordi) non mi rimane che rivolgermi al mio avvocato.

Andrea Prandi

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