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LA TESTIMONIANZA 6 Gennaio Gen 2012 1100 06 gennaio 2012

Ragazzi scomparsi: quando le istituzioni latitano

La mamma di un ragazzo sparito nel nulla critica le dichiarazioni del vice-commissario straordinario del governo.

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Gentile Redazione

In data 29 dicembre è stato pubblicato sul vostro quotidiano online un servizio dal titolo Uomini senza traccia. Dal caso Straccia al dramma degli scomparsi: dal 1974 sono 36 mila, di Raffaele Vitali. Nel corso del servizio sono riportate dichiarazioni rese dal vicecommissario straordinario del governo per le persone scomparse Agata Ladicicco. Riporto, per esempio : «Da quando è stato istituito l’ufficio del commissario», spiega Iadicicco, «non bisogna neppure più attendere le 48 ore per iniziare le ricerche. Verificato il fatto, si parte. Le forze dell’ordine entrano in azione, coordinate dai prefetti, non appena viene presentata la denuncia».
Ovvero: «I parenti sono le prime vittime della scomparsa. Si sentono soli, privi di sostegno. Le forze dell’ordine devono lavorare e chiedono tranquillità. Ecco che l’ufficio del commissario diventa anche un punto di conforto, di dialogo: «Siamo diventati un punto di riferimento, senza si creerebbe un altro dramma».
INFORMAZIONI FALSE. Tutto ciò, per quanto mi riguarda, è assolutamente falso. Sono la mamma di Marcello Volpe, un ragazzo di 20 anni scomparso da Palermo il 12 luglio scorso. È uscito da casa alle 8,00 del mattino dicendo al fratello che sarebbe rientrato intorno alle 11,00 e da allora di lui non abbiamo saputo più nulla.
Intorno alle 19,00, dopo aver chiamato il 113, mio marito si è recato al Commissariato di Polizia di zona - Commissariato Libertà - per denunciare la scomparsa di mio figlio e io ho allertato il 112, che ha inviato a casa un carabiniere dalla Stazione Falde. Sia Polizia sia Carabinieri ci hanno detto che per inoltrare la denuncia dovevamo aspettare 24 ore dalla scomparsa. La Prefettura di Palermo, che ha adottato il Piano provinciale per la ricerca delle persone scomparse in data 10 maggio 2011, è intervenuta solo due o tre giorni dopo.
MACCHÉ ASSISTENZA PSICOLOGICA. Ho contattato io l’Ufficio del Commissario, su suggerimento di un ispettore di Polizia, ho chiamato più volte, ma ho ricevuto solo generiche rassicurazioni, da mesi nessuno si è più fatto sentire. Altro che assistenza psicologica!
Il Piano Provinciale per la ricerca delle persone scomparse della provincia di Palermo prevede il coinvolgimento dei mass media (come è accaduto ad esempio nel caso di Roberto Straccia).
MEDIA ASSENTI. Io da mesi vado elemosinando, con l’aiuto di amici, parenti e conoscenti, un articolo, un’intervista sui quotidiani e televisioni che, a parte il Giornale di Sicilia, il programma Chi l’ha visto e un servizio su Studio Aperto hanno risposto solo per quanto riguarda l’ambito provinciale o regionale. Solo due settimane fa la redazione palermitana de La Repubblica, su mia sollecitazione, ha pubblicato un articolo in merito sull’inserto “Palermo” del quotidiano.
IN CERCA DI SPIEGAZIONI. Questi sopra descritti sono soltanto alcuni degli enormi ostacoli che in questi mesi abbiamo dovuto affrontare da soli, mentre «Il lavoro è immane, l’ufficio» conclude Iadicicco, «è in perenne funzione. Certo, venisse approvata la legge istitutiva, sarebbe meglio». Una legge chiave per dare maggior forza e stabilità all’istituto, vincolato a rinnovi annuali tramite decreti.
Come e per chi funziona questo Ufficio io ancora non l’ho capito. Se qualcuno di voi ci riesce me lo faccia sapere.

Laura Zarcone

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