Sorretto dagli agenti
LETTERE 10 Gennaio Gen 2012 1640 10 gennaio 2012

Giustizia senza pietà per Tanzi

Un lettore s'interroga sul trattamento riservato all'ex patron della Parmalat in aula.

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Gentile direttore,
lunedì 9 gennaio abbiamo assistito a Bologna a un altro atteggiamento triste e teatrale della nostra giustizia con la «g» minuscola.
Parlo del 73enne Calisto Tanzi, ammanettato e claudicante, trascinato in tribunale e immortalato dai fotografi nella sua umile posizione di miseria umana.
Le mie domande ai signori con la toga, quesiti che si pongono proprio mentre scrivo anche alcuni giornalisti radiofonici, sono queste: perché si mostra in manette un anziano innocuo? C'era il timore che Tanzi balzasse in piedi sui tavoli e, con fulminee mosse di arti marziali fuggisse dopo aver steso a terra gli agenti? E, infine, non esiste una legge che concede dopo i 70 anni gli arresti domiciliari? Pericolo di fuga? Basta strappare il passaporto oppure applicare un sistema gps.
Se in Italia la giustizia non funziona o si espone a figure di questo genere, non è sempre colpa della mancanza di fondi, anzi.
Molte volte sono gli uomini che la gestiscono a essere incapaci di valutare ogni singola situazione rendendo ridicolo tutto il sistema.
Marco Chierici

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