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LETTERE 26 Aprile Apr 2012 1555 26 aprile 2012

Salvaguardare il lavoro per il bene d'Italia

Il segretario dell'Ugl sugli esodati e la riforma Fornero.

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Gentilissimo direttore,

Elsa Fornero, ministro del Lavoro.

mai come in questo momento sento la necessità di calcare l’inchiostro su parole quali sofferenza e difficoltà, uniche tonalità di un Paese tormentato da numeri e percentuali insanabili legati alla disoccupazione cronica e al precariato senza fine. Sono 26 mila le imprese che, secondo i dati di Unioncamere sono state aperte e chiuse a batter di ciglio e dato ancora più allarmante è l'aumento dei casi di suicidi per motivi economici.
INSIDIE PER I SINDACATI. Ci sono poi gli espulsi dal mondo del lavoro, le difficoltà per il reinserimento per gli over 50, e l’imponenza dell’uragano esodati che ha spazzato via con sé centinaia di migliaia di persone, allontanandole sempre di più dal traguardo pensionistico. È in questo scenario che tra insidie e difficoltà tenta di muoversi il nostro sindacato. Compresa la unicità del momento, l'Ugl ha stretto la mano a Cgil, Cisl e Uil nella consapevolezza che ogni divisione potrebbe solo acuire le dimensioni del dramma lavoro.
Il ministro Fornero ha poi accolto la nostra richiesta di incontro sulla questione esodati, auspicando che avvenga al più presto, ma con una soluzione: accompagnare questi lavoratori alla pensione.
NESSUNA CIFRA SUGLI ESODATI. Quanti siano coloro che sono interessati dagli esodi è un calcolo non ancora disponibile. Non ci sono, a oggi, stime ufficiali, infatti, molti lavoratori hanno siglato degli accordi differenti da quelli delle grandi o medie aziende. Ovvero, intese prive dei crismi dell’ufficialità previsti dall’attuale disciplina, senza il coinvolgimento dei sindacati nazionali e del ministero del Lavoro. Si è trattato di accordi individuali tra il lavoratore e l’azienda.
In sostanza, quando lo stesso presidente dell’Inps afferma che non possono essere conteggiati, siamo di fronte a un grosso problema. Sarebbe, quindi, necessario identificare una norma che consenta di applicare le deroghe a chiunque abbia sottoscritto un accordo di esodo.
CERCARE IL BUONO D'ITALIA. È proprio al mondo del lavoro, alle difficoltà dei lavoratori che rivolgo il mio appello a non mollare e a continuare a cercare il buono di quest’Italia. Se aspirare all’Europa, come i tecnici del governo vogliono, significa stringere ancora di più la cinta alla gente comune e a chi ha un reddito basso, allora significa perdere solo pezzi per strada gettando migliaia di famiglie sul lastrico. Dobbiamo semplicemente riappropriarci del nostro Paese e soprattutto di un Mezzogiorno sempre più profondamente e tristemente a Sud dello Stivale. Di italiani che hanno perso voglia e tempo di andare avanti.
Cosa ha l’Italia da invidiare all’Europa? Nulla. Quante ricchezze ci sono state strappate negli ultimi anni? Purtroppo tante e quest’assalto al made in Italy è ancora in corsa estendendosi a macchia d’olio in ogni comparto. Salviamo l’Italia, salvaguardiamo i lavoratori e il nostro lavoro.

Giovanni Centrella
Segretario generale Ugl

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