LETTERE ALLA REDAZIONE 23 Maggio Mag 2012 1700 23 maggio 2012

Il Tar a difesa della democrazia negli atenei

Un lettore sottolinea la sentenza che legittima l'Università di Genova ad eleggere i membri del proprio cda.

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Gentile direttore,

Ritengo che la sentenza del Tar della Liguria n. 718 del 22/5/2012, con la quale è stato rigettato il ricorso del ministero contro l'eleggibilità dei membri interni del consiglio di amministrazione (cda), previsto dallo statuto dell’Università di Genova, sia di grande importanza in quanto anche altri sei atenei (Pisa, Firenze, Palermo, Trieste, Parma e il Politecnico di Torino) scelsero tale opzione. Mi sembra interessante sottolineare il seguente passaggio della sentenza : «La nozione di 'scelta' sempre contenuta nella disposizione in questione appare più difficile da ricondurre alla prospettiva delineata dal motivo in rassegna: etimologicamente il vocabolo discende dalla coniugazione al participio passato del verbo scegliere, a sua volta derivato dal latino ex-eligere, la cui assonanza con la contrastata modalità elettorale non ha necessità di essere spiegata».
IL SIGNIFICATO DI ELEZIONE. Tale passaggio della sentenza è in accordo con l’opinione espressa dal pro-rettore per gli Affari giuridici dell’Università di Pisa, il professor Dal Canto, secondo il quale «una scelta può essere fatta in molti modi, dunque anche attraverso le elezioni: infatti, elezione deriva dal latino eligere, che significa scegliere».
A difesa del meccanismo elettivo per la scelta dei membri interni del cda, il rettore dell’Università di Trieste, il professor Peroni, aveva affermato che «la Legge non contiene elementi di incontrovertibile divieto, e noi abbiamo difeso questo ulteriore passaggio democratico che garantisce la partecipazione di tutti».
UNA SCELTA CHE NON È CONTRA LEGEM. Pertanto, rigettando il ricorso del Miur, il Tribunale amministrativo regionale della Liguria ha stabilito che l’eleggibilità dei membri interni del cda non è proibita dalla Legge 240; la scelta della «partecipazione democratica» del personale universitario non è, a giudizio della magistratura amministrativa, contra legem (come sostenuto dal Miur) e ciò rappresenta una vittoria di grande significato politico per coloro che sono convintamente e profondamente democratici e hanno voluto difendere quel po’ di autonomia universitaria residua.
Il 17 giugno sarà il Tar del Piemonte pronunciarsi su un analogo ricorso intentato dal Miur contro il Politecnico di Torino del quale, fino a novembre 2011, è stato rettore l’attuale ministro Profumo. Seguiranno inevitabilmente i ricorsi contro gli altri atenei ribelli che hanno voluto mettere in pratica quei principi elementari di democrazia partecipativa che altri atenei, fra i quali quello bolognese, non hanno ritenuto importanti.
Evidentemente, vi è un diverso grado di sensibilità democratica tra i vari atenei.

Gianni Porzi

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