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SPIRITO ASPRO 17 Dicembre Dic 2012 1130 17 dicembre 2012

Armi libere in Italia? La Casta sarebbe nel mirino

La strage in Connecticut e i fucili facili degli Usa nel nostro Paese non esisterebbero. Ma se mai ci fossero il bersaglio ideale sarebbero politici e privilegiati.

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Un negozio di armi negli Stati Uniti.

Orrori come la strage di Newtown servono a farci misurare tutta la distanza fra noi europei e gli americani. Che non sta nella follia omicida che esplode nella mente del giovane bianco frustrato - in quel senso la scuola elementare di Sandy Hook confina con il campeggio di Utøya - ma, innanzitutto, nel rapporto confidenziale, direi domestico, con le armi da fuoco. Per mettere da parte i soldi per acquistare (probabilmente all'estero) il fucile d'assalto, la pistola e le munizioni con cui uccise 69 persone, Anders Breivik era tornato a vivere da sua madre in modo da risparmiare su vitto e alloggio.
L'ARSENALE CASALINGO DELLA MADRE. Adam Lanza, l'assassino della scuola, ha semplicemente preso le armi dal fornitissimo arsenale casalingo di sua madre, che non era una poliziotta, un'ex militare o una vigilante, ma una dolce maestrina della scuola di Sandy Hook, per di più cattolica.
Un singolo squilibrato armato di coltello o di bastone può ammazzare al massimo una o due persone, meglio se non abbastanza diffidenti da tenerglisi alla larga, come una moglie, una fidanzata o un bambino. Se vuole ammazzare un mucchio di gente ha bisogno di armi da guerra, dispositivi che da noi non sono così facilmente reperibili come in America.
PER UNA STRAGE SERVONO ARMI ADATTE. Ma se è vero che proprio la libera vendita di fucili apre la strada ai massacri stile Columbine, Caltech, Denver e Newtown, viene da chiedersi se anche da noi, qualora venisse liberalizzato lo smercio di armi, fiorirebbero i replicanti di Michael Douglas di Un giorno di ordinaria follia, e invece del femminicidi dovremmo tenere il conto delle sparatorie in scuole.
Che peraltro, con altre modalità, ci sono già anche da noi: la strage di Sandy Hook avviene a pochi giorni dal regolamento di conti nel cortile nella scuola materna di Scampia: l'obiettivo per fortuna, non erano i bimbi ma l'episodio ci conferma che oggi il diritto di asilo non è previsto nemmeno in un asilo, e che i canti natalizi di una scolaresca, che siano in italiano o in inglese, non bastano più a far tacere le armi.

La rabbia repressa contro i politici

Le armi libere e le stragi come quelle in Connecticut.

Così sabato mattina, anche per scuotermi dall'ottundimento inorridito in cui mi aveva gettato la notizia del massacro del Connecticut, ho lanciato la domanda su Twitter: «Voi dite che se anche in Italia le armi fossero di più facile reperimento ci sarebbero massacri nelle scuole e nei cinema?».
L'ASSALTO FISICO AL PARLAMENTO. Mi aspettavo «no» virtuosi o anche «sì» nichilisti; e invece la stragrande maggioranza delle risposte, provenienti anche da twitteri di profonda cultura e provata fede democratica si può sintetizzare così: se gli italiani potessero disporre liberamente di armi da fuoco, la prima cosa che farebbero sarebbe assaltare il Parlamento ed eliminare fisicamente e senza un briciolo di rimorso il maggior numero possibile di deputari e senatori.
Un'esagerazione, certo; quel che colpiva era la quasi unanimità dei commenti, che cattura e fotografa la sete di sangue, sia reale che percepita, che gli italiani hanno accumulato nei confronti della Casta. E che questa non fa praticamente nulla per smorzare.
RIALLINEARE I PIATTI DELLA BILANCIA. In politica ci sono tante persone che si sono sempre comportate bene e non accettano di passare per mascalzoni profittatori, ma la loro onestà non basta per riallineare i piatti della bilancia.
Un'operazione gigantesca come le primarie del Pd è riuscita in tre mesi a riaccendere una fiammella di attenzione, entusiasmo, fiducia nella capacità di rinnovamento della politica, ma a spegnerla bastano pochi secondi e una frase come quella di un alto esponente dello stesso Pd, Giuliano Amato, a proposito dei parlamentari trombati anzitempo: «Un 30enne eletto in Parlamento, dopo due mandati, cioè a 40 anni, cosa dovrebbe fare mentre aspetta di compierne 65, cioè l'età della pensione?».
RIMBORSI FACILI NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE. Per attenuare l'avversione generale che ormai suscitano, i politici dovrebbero girare a capo coperto e in abiti dimessi e chiedere scusa prima di parlare, e soprattutto approvare in tutta fretta tagli e ridimensionamenti dei loro privilegi. E mentre la cronaca continua a regalarci notizie al veleno su regalie e rimborsi facili nella Pubblica amministrazione, non c'è giorno che qualche parlamentare non si dichiari ingiustamente minacciato nel suo stile di vita.
MEGLIO UNA SCORTA E UN'AUTO BLINDATA. Ma si sentiranno bene, deputati e senatori, sapendo che molta gente li vuole morti? O si limiteranno a farsi dare tutti una scorta e un'auto blindata, dissanguando ulteriormente le casse dello Stato?
Sicuramente non voteranno mai una legge che liberalizza il commercio di armi, quindi è esclusa la terribile prospettiva di un «bowling a Montecitorio». I deputati, si sa, il bowling lo odiano: preferiscono giocare a Racket bird sull'iPad, durante le sedute.

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