Carlo Bonomi
3 Maggio Mag 2017 1032 03 maggio 2017

Confindustria, Bonomi risponde a Occhio di lince

La sua azienda simbolo di eccellenza nel settore biomedicale. I 100 dipendenti. Le accuse di inesperienza rispedite al mittente. L'ufficio stampa del nuovo capo di Assolombarda ci scrive.

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Riceviamo e pubblichiamo:

Gentile direttore, abbiamo letto la disamina del vostro Occhio di lince che, nomen omen, dovrebbe vederci molto bene.

Di fatto l’analisi ci sembra strumentale e, ci spiace per il gioco di parole, miope... Alcuni chiarimenti per i numerosissimi lettori: Carlo Bonomi è alla guida del Gruppo Synopo, realtà imprenditoriale d’eccellenza del biomedicale, che opera dal 2013 in continua crescita dando oggi lavoro a 100 dipendenti, e non due. Riteniamo tra l’altro surreale anche solo ipotizzare che la sopravvivenza di un gruppo imprenditoriale che fattura oltre 15 milioni di euro esportando circa l’80% possa essere garantita da due dipendenti, ma tant’è...

Il gruppo Synopo è leader in una nicchia di mercato del biomedicale, quella destinata alla produzione di strumenti e consumabili per la neurologia e diagnostica per liquidi di contrasto, che richiede altissimi livelli di specializzazione e di tecnologia, motivo per il quale il gruppo investe oltre il 10% ogni anno in ricerca e innovazione. L’azienda fondata da Carlo Bonomi è a tutti gli effetti una realtà imprenditoriale che ben testimonia come “made in Italy” non sia solo sinonimo di lusso e alta cucina, ma anche di capacità manifatturiera altamente specializzata, anche nell’impiego di tecnologie digitali molto avanzate.

Synopo detiene infatti 14 brevetti operativi in 19 Paesi. Non è un caso se l’azienda ha ottenuto il riconoscimento dalla Food and Drug Administration, che la qualifica come officina di produzione di eccellenza, autorizzata a produrre per gli Usa. Deve averci lavorato uno dei due dipendenti, quello più bravo...

Carlo Bonomi, neo eletto al vertice di Assolombarda.

Sarebbe importante a nostro avviso dare evidenza di questi dati nel descrivere la figura di Carlo Bonomi, soprattutto al fine di evitare che chi legge sia in qualche modo portato a credere che alla guida della più importante associazione territoriale italiana sia stato designato un imprenditore in erba, inesperto, per non dire addirittura “fasullo”.

Immaginando il fine del pezzo di Occhio di lince, e capendone appieno le motivazioni - che va de sé non condividiamo - ci rendiamo conto che la nostra risposta possa apparire fin commovente, ma lungi da noi voler entrare nella polemica a cui tende l’acutissimo Odl.

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Uffcio stampa Carlo Bonomi

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