Sicurezza 141006135143
LETTERE 3 Giugno Giu 2017 1019 03 giugno 2017

Andrea Stroppa scrive a Lettera43.it

Le precisazioni dell'esperto di sicurezza informatica riguardo l'articolo Carrai, da possibile 007 a ministro della propaganda renziana.

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In merito all'articolo apparso il 2 giugno su Lettera43.it dal titolo Carrai, da possibile 007 a ministro della propaganda renziana vorrei precisare che non ho mai lavorato allo sviluppo della piattaforma applicazione BOB PD, ma sono stato semplicemente interpellato per conoscere il mio punto di vista in merito al progetto e per ricevere suggerimenti tecnici. Nell'articolo viene scritto che a ottobre 2016 ero al lavoro per il comitato del referendum "Basta un Sì", in realtà ho lavorato come consulente per la cyber security - visti i numerosi attacchi contro la struttura del comitato - a novembre. L'articolo continua affermando che «dietro quelle pagine e la ridda di falsi profili che ne aumentavano il coinvolgimento degli utenti ci sarebbe stato proprio Andrea Stroppa. I ben informati del settore ne sono sicuri». Questa affermazione è falsa.

In definitiva posso affermare di essere un fan del giornalismo di qualità, ho avuto il privilegio di conoscere giornalisti eccezionali, così come ho avuto il privilegio di fare interviste sui più autorevoli quotidiani italiani e stranieri. Da quel poco che ho imparato è che prima di pubblicare un articolo dove vengono indicate persone e fatti ben precisi è corretto coinvolgere i diretti interessati per avere un commento, una spiegazione, un confronto. Non certo un obbligo, ma un modus operandi del giornalismo di inchiesta. Unire elementi già noti (come il fatto che io abbia rapporti con Marco Carrai o il presidente Matteo Renzi) per rafforzare la propria tesi e quindi scrivere notizie che potrebbero sembrare verosimili è un modo di lavorare che non soltanto colpisce ingiustamente le persone coinvolte da questi articoli, ma non arricchisce i lettori.

Buon lavoro,

Andrea Stroppa

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