LETTERE 9 Giugno Giu 2017 1120 09 giugno 2017

Il segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana scrive a Lettera43.it

Lo spargimento di sangue di gente innocente, qualunque ne sia il pretesto, deve essere condannato. Le pratiche dell'Isis vanno chiaramente a beneficio del regime teocratico.

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A seguito dell'iniziativa della creazione di una vasta coalizione dei Paesi arabi e islamici e degli Stati Uniti, contro le attività belliche e terroristiche del regime teocratico, l'Isis ha compiuto alcuni attacchi inaspettati a Teheran, contro il suo stesso padrino, alla tomba di Khomeini e al parlamento del regime. Vale la pena notare che l'Isis non ha mai agito contro il regime negli ultimi anni. Il presidente del regime iraniano Hassan Rouhani ha affermato che «questo incidente non è inaspettato» e Khamenei ha sminuito «questo spettacolo di fuochi d'artificio», come insignificante e inefficace.

La rivalità tra i terroristi pretendenti al Califfato sunnita e quelli del cosiddetto Califfato sciita il velayat-e faqih in Iran, anche se non fatta su misura o creata appositamente, è fonte di giubilo ed entusiasmo per il califfo dei mullah Khamenei. Maryam Rajavi, la presidente eletta del Consiglio Nazionale della resistenza Iraniana, ha condannato lo spargimento di sangue di gente innocente, qualunque ne sia il pretesto. «La condotta dell'Isis va chiaramente a beneficio del leader supremo del regime iraniano Khamenei, che la accoglie di tutto cuore come un opportunità di superare l'impasse e l'isolamento regionale e internazionale del suo regime. Il fondatore e primo stato sponsor del terrorismo sta perciò cercando di scambiare le parti dell'assassino e della vittima, dipingendo il banchiere centrale del terrorismo come una vittima», ha aggiunto Maryam Rajavi.

La presidente eletta del Cnri ha ricordato: «La Resistenza Iraniana ha sempre asserito che il popolo iraniano e la Resistenza hanno la responsabilità di rovesciare questa dittatura religiosa al potere in Iran e di smantellare tutte le istituzioni e i simboli della repressione e dell'oppressione. Noi perciò, chiediamo la fine della politica di accondiscendenza verso il regime dei mullah e il riconoscimento della legittima resistenza del popolo iraniano.

Per sradicare il terrorismo nella regione:

- L'IRGC deve essere designato come un'organizzazione terroristica

- L'IRGC e le truppe paramilitari del califfato di Khamenei devono essere rimossi da Siria, Iraq e Yemen.

- L'Organizzazione per la Cooperazione Islamica deve espellere il regime dei mullah e riconoscere la Resistenza Iraniana per porre fine al fascismo religioso.

Dopo 38 anni di brutale repressione, arresti ed esecuzioni, il popolo dell'Iran non sarà soddisfatto di nulla di meno della libertà, della democrazia e della sovranità popolare.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

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