Dipendenti Unità
3 Luglio Lug 2017 1216 03 luglio 2017

L'Unità, i Pessina scrivono a Lettera43.it

La proprietà Piesse smentisce scenari di fallimento e notizie di fideiussione da escutere. E nega di aver avuto condotte illecite. Ma come fa a fare utili un giornale che non produce ricavi e che ha costi alti?

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Gentile direttore,

In riferimento all’articolo di Alessandro Da Rold, dal titolo: L'Unità, un fallimento per colpa dei ricatti tra Renzi e i Pessina pubblicato sul sito da lei diretto, constatiamo ancora una volta come non si perda occasione da parte vostra di fare disinformazione e offrire ricostruzioni diffamatorie e calunniose. E pensare che il vostro editore stava per acquistare l'Unità: sarà questo il motivo del vostro risentimento?

L'articolo è costellato di gravi e diffamatorie imprecisioni, sia quando parlate di prossimo fallimento sia quanto parlate di fideiussione da escutere. Detto ciò, a tutto c’è un limite. Non vi abbiamo consentito nel passato - e non l’abbiamo consentito a chicchessia - di indugiare in racconti che, seppur velatamente, alludono a condotte illecite, in particolare modo con riferimento alle aziende del nostro gruppo.

Abbiamo già smentito e denunciato chiunque abbia alluso a presunti vantaggi dal Partito democratico per lavori esteri al gruppo Pessina.

Daremo immediato incarico ai nostri legali di procedere anche nei vostri confronti per le allusive, diffamatorie e inveritiere affermazioni contenute nel vostro articolo.

Ufficio stampa Piesse

Risponde l'autore:

Prendiamo atto della vostra rettifica, ma la domanda resta. Come fa un giornale che non produce ricavi e che ha costi importanti, come noto ormai da un anno, a fare utili?

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