Michele Santoro 110607145101
TELEVISIONE
7 Giugno Giu 2011 1445 07 giugno 2011

Sant'oro vale 45 milioni

Li perderà la Rai con la rinuncia al conduttore di "AnnoZero".

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Michele Santoro.

Ecco come darsi la zappa sui piedi. O sarebbe meglio dire sugli zoccoli, visto che si parla del Cavallo (pazzo?) di viale Mazzini. Si sa che la Rai non è un’azienda normale e spesso piega le logiche di impresa a esigenze editoriali e soprattutto politiche di varia natura.
Se così non fosse, magari il concessionario del servizio pubblico televisivo non avrebbe un deficit di esercizio vicino ai 100 milioni di euro e non veleggerebbe verso la soglia dei 300 milioni o forse più di debito consolidato.
L'OPERAZIONE SPERICOLATA. Eppure è questo lo stato dell’arte. La Rai ha i conti disastrati e decide di compiere un’operazione aziendalmente spericolata come la chiusura «consensuale» di AnnoZero, il programma di approfondimento informativo più visto in Italia. Quest’anno la trasmissione di Michele Santoro e della sua banda ha vinto 16 prime serate su 30. Ha avuto punte di share del 23-24% (come nel caso della puntata di giovedì 2 giugno sui referendum) e una media sempre sopra il 20% a fronte di un gradimento medio di RaiDue che non arriva al 10%.
Inoltre, ha viaggiato a una media di circa 5 milioni e mezzo di telespettatori con punte oltre i 7 milioni.

Berlusconi sorride e Rai preferisce lo share di Vespa

Bruno Vespa.

Santoro, dunque, sparisce dal palinsesto e il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi sarà contento, perché una sua ossessione si è dissolta. Ma forse saranno meno felici gli abbonati Rai che pagano il canone.
Se consideriamo il rapporto costi-benefici, infatti, AnnoZero era una gallina dalle uova d’oro per viale Mazzini. Un numero della trasmissione costa intorno ai 210 mila euro, dunque un’edizione viene pagata all’incirca 6,3 milioni.
Tuttavia la Sipra (concessionaria pubblicitaria Rai) incassa nella prima serata del giovedì di RaiDue circa 63-66 mila euro per uno spot di 30 secondi. Moltiplicando questo valore per la ventina di spazi pubblicitari che il programma di Santoro vende, arriviamo a un introito di 1,3-1,5 milioni di euro. Cifra che equivale a circa 45 milioni di euro di ricavi per un’intera stagione.
IL CONFRONTO CON PORTA A PORTA. I costi di AnnoZero, spalmati sui contribuenti, sono di circa 30 centesimi di euro ogni 1.000 ascoltatori. E Santoro guadagnava circa 800mila euro l’anno, ossia meno di 27 mila euro a puntata. Complessivamente una cifra modesta rispetto a colleghi come Bruno Vespa, il quale fa quattro serate a settimana, ma intasca ben 1,6 milioni di euro che diventano oltre 2 milioni con gli extra per le prime serate, nonostante garantisca una redditività inferiore con il suo Porta a porta, che ha uno share medio al 16-17% contro il 21% di RaiUno.

I mugugni del consiglio dell'amministrazione

Enrico Mentana.

Ora il direttore generale della Rai, Lorenza Lei, ha deciso di liquidare a Santoro con 2,3 milioni tra Tfr, scivolo di 24 mesi, ferie arretrate e chiusura del contenzioso legale. Qualcuno aveva ipotizzato una cifra anche superiore, ma bisognava comunque stare sotto i 2 milioni e mezzo per evitare le forche caudine del consiglio di amministrazione.
In Rai si odono parecchi mugugni. Anche i membri del consiglio di area centrodestra hanno espresso non poche perplessità in merito alla soppressione del programma. E qualcuno chiedeva che l’accordo prevedesse almeno una clausola di non concorrenza che tenesse il giornalista salernitano lontano dalle telecamere per un paio d’anni.
SANTORO VERSO LA7. Lorenza Lei, però, non è Mauro Masi e ora Santoro potrà ricominciare daccapo a La7, emittente di Telecom Italia media che sta inanellando una serie di exploit editoriali grazie alle cure di Enrico Mentana e che ha suscitato addirittura l’interesse di Carlo De Benedetti.
L’effetto Santoro si avverte anche in Borsa: non a caso la controllata Telecom fa registrare finora un balzo odierno di oltre il 7% a 0,20 euro, con volumi di scambio alquanto vivaci.

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