Luca Landò 140708144452
EDITORIA 8 Luglio Lug 2014 0800 08 luglio 2014

L'Unità, video-appello a Matteo Renzi

Giornalisti e poligrafici in lacrime.

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Appello dei lavoratori de l'Unità al presidente del Consiglio, Matteo Renzi
In un video pubblicato l'8 luglio sul sito del quotidiano e sui social network, hanno sfilato davanti all'obiettivo alcune firme ma anche poligrafici del giornale.
Il motivo? La Nie, società editrice della testata, è finita in liquidazione e il consiglio di redazione ha avvertito che «se entro luglio non arriverà una offerta solida, il fallimento sarà inevitabile».

Si parte con l'immagine dell'art director Loredana Toppi, incinta all'ottavo mese di gravidanza che ha affermato: «Matteo ad agosto nasce mio figlio cosa gli aspetta» e ha invitato i due «Matteo», l'editore Fago e il premier, a parlare per scongiurare la chiusura del quotidiano.
Significativo l'appello del grafico Umberto Verdat: «La situazione è drammatica, abbiamo un mese di vita. È come un condannato nel braccio della morte, fai qualcosa per noi».
LACRIME DAVANTI ALLA CAMERA. Il poligrafico Roberto Corvesi ha pianto davanti alla telecamera e commosso ha affermato: «L'Unità noi la consideriamo una famiglia. Matteo credi in noi».
Nel video realizzato da Klaus Davi in una versione breve e una più articolata di 16 minuti circa, non mancano nomi storici del giornale che fu di Antonio Gramsci da Marcella Ciarnelli, ai fiorentini Claudia Fusani e Francesco Sangermano.
DALLA CLANDESTINITÀ ALLE EDICOLE. Chiude il filmato Luca Landò, direttore del giornale. «L'Unità è un pezzo di storia dell'Italia e per questo motivo il quotidiano non chiuderà. È stato per circa 20 anni un giornale clandestino durante il fascismo, è stato l'unico giornale al mondo in grado di tornare in edicola e rimanerci. L'Unità non è un giornale come gli altri perché dà informazione e passione. Passione che è la vera forza de L'Unità che gli permette di affrontare e superare le sfide se anche dovesse chiudere, riaprirà nuovamente».

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