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MAMBO 12 Luglio Lug 2014 1415 12 luglio 2014

Perché Renzi non ama Europa e Unità

I due quotidiani a rischio chiusura. E il premier ignora il problema.

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I quotidiani 'L'Unità' ed 'Europa'.

Due comunicati, diversamente drammatici, sono apparsi su Europa e su L'Unità. Il primo giornale ha annunciato la chiusura entro il 30 settembre, il secondo ha ancora meno tempo perché se fra qualche settimana non si fa vivo un acquirente si chiude definitivamente.
Tutti e due i quotidiani si muovono nell’ambito del governo, tradizionalmente renziano Europa, un po' ballerina L’Unità, che però ha gufato contro il premier.
GIORNALI DI EX PARTITI. Frutto di una iniziativa editoriale relativamente recente il giornale di Stefano Menichini, mentre Antonio Gramsci è il fondatore dell’altro.
Entrambi sono nati con partiti che non ci sono più, la Margherita e il Partito comunista italiano. Questo non vuol dire molto: in Italia c’è un giornale che promette di dare Il resto del Carlino, mentre siamo da oltre un decennio addirittura all’euro.
NIENTE SOSTEGNO PUBBLICO. Da Matteo Renzi e dal suo entourage poche, e neppure sentite, parole. Il premier può far nulla come presidente del Consiglio. Sarebbe ormai insopportabile per l’opinione pubblica quello che era accettato anni fa, cioè un nuovo sostegno pubblico a giornali in crisi, in particolare a quotidiani di partito.
Il premier, ovvero il suo entourage, può fare molto chiedendo a imprenditori di assumersi il rischio delle due testate.
GELOSI DELLA LORO STORIA. Qui non è scattata, se non per brevi lampi di lucidità, l’idea che non sia possibile trovare ben due imprenditori a quotidiani con pochi lettori e che se le imprese si fossero - o fossero - associate sarebbe, se non più facile, certamente meno impossibile.
I due Comitati di redazione, a labile memoria mia, non ne hanno fatto tema di incontro fra di loro. Gelosa Europa della sua storia rottamatrice, gelosa L’Unità della sua storia peraltro più volte avvilita.
PRIMA CHIUSURA DE L'UNITÀ. Quando chiusero il giornale di Gramsci la prima volta i conti e le copie erano migliori di oggi. Sembrò che cadesse il mondo e in effetti il mondo cadde.
Ricordo una telefonata di Massimo D’Alema dalla mia stanza a Walter Veltroni, segretario dei Democratici di sinistra, sulla necessità di far recedere il liquidatore perché il nostro mondo non avrebbe retto la notizia della scomparsa del suo quotidiano. Ha retto quello e tanto altro ancora, il nostro povero mondo.
RINASCITA E NUOVA CRISI. Il povero Gramsci si è trovato a fare da icona con una coppia di direzione Colombo-Padellaro con annesso Travaglio, uomo auto-dichiaratosi di destra, che tifava solo per i giudici.
Il giornale cambiò pelle, riprese quota, cambiò lettori diventando proto-grillino poi si ammosciò. Non si capisce bene il senso della fase di Concita De Gregorio, e non vale la pena indagare, salvo che la redazione la patì molto, a differenza di quella precedente, il buon Claudio Sardo provò a fare una specie di Piccolo Mondo antico alla maniera del civilissimo Bersani.
ESAURITA LA FASE PROPULSIVA. La verità è che L'Unità, (tenuta in vita e al tempo stesso affossata dai ricchi premi e cotillon dell’epoca Veltroni, ultima sua grande stagione, il resto, mia direzione compresa, è gestione di una crisi profonda e irreversibile, siamo stati dottor House sfortunati) aveva esaurito la sua fase propulsiva.
Ogni cosa ha il suo tempo, figurarsi un giornale. Figurarsi un quotidiano che ha passato gli ultimi anni prima della chiusura - la prima - a baloccarsi su quanto dovesse essere autonomo dal partito e mondo di riferimento.
DISINTERESSE DEI RENZIANI. Oggi c’è il rischio del default proprio perché il partito e il mondo di riferimento non riconoscono l’utilità né dell’uno né dell’altro giornale.
Renzi e il renzismo non hanno bisogno né di Europa né de L'Unità. Non me li vedo Luca Lotti o Maria Elena Boschi commuoversi per testate che non hanno forse mai letto. Certo anche loro non possono ignorare il dramma di posti di lavoro a rischio. Ma tutti - loro e i lavoratori de L’Unità e di Europa - devono capire che non è vero che lo spazio per l’informazione anche scritta sia intasato, ma così come è occupato è respingente. Non si vendono frigoriferi in Alaska.

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