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TIVÙ 24 Luglio Lug 2014 1511 24 luglio 2014

Rai, consiglio d'amministrazione approva riforma Gubitosi

Il board approva il piano del dg. Due sole grandi redazioni.

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Il direttore generale della Rai Luigi Gubitosi.

La nuova era di RaiNews può cominciare. Il consiglio d'amministrazione «condivide a larga maggioranza le linee guida» per la riforma dell'informazione illustrate il 24 luglio dal direttore generale. Lo ha annunciato una nota di Viale Mazzini dando un sostanziale via libera all'avvio dell'iter del piano di riforma dell'informazione sulla tivù di Stato.
GIACOMELLI: «SI POTEVA ANCHE OSARE DI PIÙ». È confortante che anche a viale Mazzini si siano accorti che aveva ragione il governo quando ricordava che il modello informativo nato nel 1975 è da tempo obsoleto», ha commentato il sottosegretario alle Comunicazioni Giacomelli. «Senza voler anticipare giudizi da quel che leggo mi pare di poter dire che si poteva anche osare di più», ha rilanciato.
MASSIMO GIANNINI A BALLARÒ. In cda si parla anche del futuro di Ballarò: il direttore generale ha spiegato che è in dirittura d'arrivo la trattativa per affidare il timone del programma a Massimo Giannini, vicedirettore di Repubblica, già tra gli habitué del salotto di Giovanni Floris. Una scelta nel segno della novità e insieme della continuità, dunque, che suscita però qualche perplessità in seno al consiglio. «È un noto e bravo giornalista, ma stupisce che i vertici aziendali continuino a dare priorità a giornalisti esterni e con un così chiaro orientamento politico, piuttosto che valorizzare le numerose professionalità interne», ha commentato Verro.

Due super redazioni, meno poltrone e più sinergie

Il piano prevede due super-redazioni, meno poltrone, più sinergie e stop alle sovrapposizioni. Il progetto è stato anticipato dal dg Luigi Gubitosi in un'intervista all'Espresso, ed è stato criticato dal sindacato. La filosofia è dare un'impronta europea, stile Bbc, all'informazione della tivù pubblica nell'era digitale.
ACCORPAMENTO DI TG1 E TG2. La rivoluzione voluta dal dg è prevista in due fasi: la prima, tra il 2015 e il 2016, prevede la nascita di due newsroom, la numero 1 «composta dall'accorpamento di Tg1, Tg2 più Rai Parlamento», la numero 2 «formata da Tg3 più Rai News più Tgr e Ciss, meteo e Web».
La prima «sarà generalista e avrà anche un canale istituzionale», la seconda «porterà un'evoluzione dell'all news integrando offerta nazionale, internazionale e locale. Con Newsroom 2 otteniamo un risparmio immediato», ha sottolineato il dg, che in audizione alla Camera ha rivendicato anche di aver già ridotto i costi di 40 milioni quest'anno, in linea con la spending review fortemente voluta dal governo Renzi, e ha definito abbastanza vicino l'obiettivo di andare in pareggio di bilancio, al netto dei 150 milioni tagliati dal decreto Irpef.
Per i telespettatori, ha assicurato Gubitosi, non cambierà nulla: «Nella pratica i marchi Tg1, Tg2, Tg3 rimarranno. Chi guarda il Tg1 delle 20 continuerà a vedere il logo e i conduttori abituali che sono caratterizzanti. Così il Tg2. Ma le due redazioni saranno state unificate. A differenziare l'offerta saranno i vice direttori, i coordinatori di impaginazione ed editoriali e i conduttori, tutti dissimili da una testata all'altro».
USIGRAI CRITICA. La prima reazione dell'Usigrai è stata piuttosto critica. Il sindacato dei giornalisti ha giudicato la scelta un «pessimo modo di intendere le relazioni sindacali. E anche il ruolo dei consiglieri di amministrazione» e teme che si tratti di «un'operazione di immagine» per coprire la vendita di RaiWay. La Fnsi ha chiesto che «si mettano le carte sul tavolo» e che il governo «apra un confronto sociale reale e pubblico» anche sulla riforma della governance. La rivoluzione delle news finirà inevitabilmente per intrecciare i suoi destini con le consultazioni che il governo intende aprire dopo la pausa estiva sulla tivù pubblica in vista del rinnovo della concessione.

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