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VIALE MAZZINI 24 Luglio Lug 2014 0635 24 luglio 2014

Rai, verso la rivoluzione del settore news

Gubitosi: due redazioni. Meno poltrone.

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Il direttore generale della Rai, Luigi Gubitosi.

Rivoluzione in arrivo all'interno della Rai. Il direttore generale Luigi Gubitosi sta lavorando a un piano per rottamare il vecchio sistema dell'informazione, figlio della riforma del 1975 e della lottizzazione. Esso prevede due super-redazioni, meno poltrone, più sinergie e stop alle sovrapposizioni. Il progetto è stato anticipato dal dg in un'intervista all'Espresso, spiazzando così il cda e il sindacato. La filosofia di Gubitosi è dare un'impronta europea, stile Bbc, all'informazione della tivù pubblica nell'era digitale.
CAMBIAMENTO EPOCALE. Dal 1979, quando nacquero TgR e Tg3 completando l'assetto delle testate, «sono passati 35 anni. C'è stato un cambiamento politico, sociale, tecnologico, economico, mediatico epocale. Ma noi siamo rimasti legati a quel modello, logico in uno schema senza concorrenza e con il web inesistente. Allora», ha detto Gubitosi al settimanale, «offrire tre visioni era comprensibile. Poi il pluralismo è diventato lottizzazione e la lottizzazione è degenerata». Con la digitalizzazione, invece, «le redazioni sono diventate totalmente intercambiabili» e quindi è possibile «superare le distinzioni tra differenti testate».
ACCORPAMENTO DI TG1 E TG2. La rivoluzione immaginata dal dg è prevista in due fasi: la prima, tra il 2015 e il 2016, prevede la nascita di due newsroom, la numero 1 «composta dall'accorpamento di Tg1, Tg2 più Rai Parlamento», la numero 2 «formata da Tg3 più Rai News più Tgr e Ciss, meteo e Web». La prima «sarà generalista e avrà anche un canale istituzionale», la seconda «porterà un'evoluzione dell'all news integrando offerta nazionale, internazionale e locale. Con Newsroom 2 otteniamo un risparmio immediato», ha sottolineato il dg, che in audizione alla Camera ha rivendicato anche di aver già ridotto i costi di 40 milioni quest'anno, in linea con la spending review fortemente voluta dal governo Renzi, e ha definito abbastanza vicino l'obiettivo di andare in pareggio di bilancio, al netto dei 150 milioni tagliati dal decreto Irpef.
Per i telespettatori, ha assicurato Gubitosi, non cambierà nulla: «Nella pratica i marchi Tg1, Tg2, Tg3 rimarranno. Chi guarda il Tg1 delle 20 continuerà a vedere il logo e i conduttori abituali che sono caratterizzanti. Così il Tg2. Ma le due redazioni saranno state unificate. A differenziare l'offerta saranno i vice direttori, i coordinatori di impaginazione ed editoriali e i conduttori, tutti dissimili da una testata all'altro».
USIGRAI CRITICA. La prima reazione dell'Usigrai è piuttosto critica. Il sindacato dei giornalisti giudica la scelta un «pessimo modo di intendere le relazioni sindacali. E anche il ruolo dei consiglieri di amministrazione» e teme che si tratti di «un'operazione di immagine» per coprire la vendita di RaiWay. La Fnsi ha chiesto che «si mettano le carte sul tavolo» e che il governo «apra un confronto sociale reale e pubblico» anche sulla riforma della governance. La rivoluzione delle news finirà inevitabilmente per intrecciare i suoi destini con le consultazioni che il governo intende aprire dopo la pausa estiva sulla tivù pubblica in vista del rinnovo della concessione.

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