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EDITORIA 1 Agosto Ago 2014 0750 01 agosto 2014

L'Unità sparisce dalle edicole: 120 giorni per salvarla

Il Cdr del quotidiano: «È mancato l'accordo politico. Ora si faccia».

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Una copia de 'L'Unità' in Senato.

Venerdì 1 agosto è il primo giorno senza il quotidiano L'Unità nelle edicole. E a ora è difficile dire quando il giornale fondato da Antonio Gramsci nel 1924 possa tornare dopo la decisione di sospendere le pubblicazioni.
Il quotidiano è in concordato preventivo in bianco: si tratta di una sorta di fallimento, che però si prova a scongiurare e ci sono fino a 120 giorni di tempo per evitare l'addio definitivo de L'Unità.
SERVE ACCORDO POLITICO. Il Comitato di redazione (Cdr) ha spiegato giovedì 31 luglio che erano state ricevute almeno tre offerte economiche credibili oltre quella di Daniela Santanché, che Lettera43.it aveva raccontato.
«Quello che è mancato è stato un accordo politico», ha precisato Bianca Di Giovanni del Cdr de L'Unità. Che ha aggiunto: «Ora chiediamo che sia raggiunta un'intesa, siamo ancora in tempo».
IL SOSTEGNO DEL PD. Il direttore Luca Landò nell'editoriale dell'ultimo numero in edicola dal titolo «L'Unità è viva», ha chiarito che quella del 31 luglio non sarebbe stata la copia finale del quotidiano. Anche perché il Partito democratico nella direzione ha approvato un ordine del giorno nel quale si «impegna a riportare L'Unità in edicola», valutando anche l'ipotesi di «azionariato popolare».

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