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PARLAMENTO 7 Agosto Ago 2014 1715 07 agosto 2014

Editoria, fondo straordinario di 11 milioni per le assunzioni

L'emendamento Lotti approvato nel decreto Pubblica amministrazione.

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Il sottosegretario all'Editoria Luca Lotti.

Sono 11 i milioni che il governo ha stanziato nel fondo straordinario per l'editoria nel 2014, all'interno del decreto sulla Pubblica amministrazione. Secondo quanto prevede l'emendamento Lotti, che il 7 agosto è stato convertito in legge dal parlamento, la somma dovrebbe servire per incentivare nuove assunzioni in uno dei comparti che ha sofferto di più la crisi.
ASSUNZIONI ESENTI DA ALIQUOTA. Gli sgravi per le nuove assunzioni, previste nel decreto del presidente del consiglio dei ministri, sono pari al 100% dell'aliquota ordinaria, per un periodo di 36 mesi, se l'assunzione avviene con contratto a tempo indeterminato, mentre sono del 50% della stessa, sempre per un periodo massimo di tre anni, se l'assunzione avviene a tempo determinato.
INCENTIVI AGLI EDITORI IN CRISI. Un'altra novità, inserita nel testo, è l'introduzione di bonus, stock option e ogni altra forma di premio non strettamente legato alla dinamica retributiva, stabilita per contratto e collegata a risparmi sul costo del lavoro giornalistico, in favore dei dirigenti delle imprese editoriali che accedono agli ammortizzatori sociali.
62 MILIONI PER I PREPENSIONAMENTI. Un altro emendamento al decreto Pubblica amministrazione “spalma” fino al 2019 i 62 milioni già previsti per i prepensionamenti nel fondo triennale per l'editoria. E fissa per legge l'obbligo di almeno un'assunzione a tempo indeterminato ogni 3 prepensionamenti.
L'emendamento approvato autorizza, per il finanziamento della 416, la spesa di 3 milioni nel 2014, di 9 milioni nel 2015, di 13 milioni nel 2016, di 13 milioni nel 2017, di 10,8 nel 2018 e di 2 milioni nel 2019.
I PREPENSIONATI NON POSSO COLLABORARE CON LA TESTATA. Nell'emendamento si fissa per legge un altro paletto del Fondo straordinario per l'editoria, ovvero che il finanziamento concesso per i prepensionamenti viene revocato nel caso in cui ai giornalisti prepensionati vengano fatti contratti di collaborazione sia con la testata sia «con un'azienda editoriale diversa facente capo al medesimo gruppo editoriale».

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